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30.01.2002 L’inchiostro a base di acqua per la stampa calcografica Nik Semenoff
 

Tutte le innovazioni inerenti l'uso di prodotti atossici sono oggi ben accolte da coloro che si occupano di stampa e incisione. Negli ultimi dieci anni ho ridotto con successo l'uso di materiali tossici in litografia, serigrafia e incisione. Come insegnante mi trovo a contatto con molti studenti, per questo motivo ho sentito come mio dovere trovare prodotti più sicuri ed economici per lavorare meglio nel laboratorio. Dopo aver trovato un mordente sicuro per alluminio e zinco ho cercato di ottenere un inchiostro che potesse essere rimosso con acqua, ma che fosse poi idrorepellente. Durante una visita allo studio di Alan Flint, a Hamilton, nel 1993 discussi con lui dei vantaggi di un inchiostro idrosolubile, primo tra tutti la riduzione delle esalazioni tossiche nel luogo di lavoro. Pensammo alle caratteristiche necessarie dell'inchiostro, quindi cercammo possibili veicoli e pigmenti in laboratorio. Uno di quelli che provammo fu la base trasparente per serigrafia Lascaux (vedi www.savoir-faire.com/pdf/24.pdf N.d.T.) colorata con pigmenti liquidi Createx. I risultati furono incoraggianti decidemmo così di continuare con gli esperimenti. L'impegno in stamperia di Alan non gli lasciava però troppo tempo per continuare la ricerca, io mi limitavo a ripensare ai risultati raggiunti, dato che la mia esperienza nelle edizioni di incisioni era limitata. Nonostante tutto riuscii lo stesso a fare qualche passo avanti utilizzando i pigmenti in polvere. Preparata una certa quantità di inchiostro con una spatola su un piano di vetro, vidi che il colore era più ricco e si poteva conservare senza che seccasse, utilizzando un contenitore di plastica ben chiuso, contrariamente all'inchiostro a base oleosa che crea una pellicola asciutta e gommosa sulla superficie. Per prevenire l'essiccamento dell'inchiostro durante la pulitura della lastra provai alcuni ritardanti per pittura acrilica in piccolissima quantità. Sembrava che i risultati della ricerca promettessero bene.
Per vedere se altre persone potevano raggiungere gli stessi risultati, invitai una studentessa del Master in Grafica a provare vari materiali dandole la base serigrafica, i pigmenti e vari ritardanti. Poiché lei lavorava abitualmente su grande formato, ero interessato a vedere cosa poteva accadere riguardo ad un eventuale rapido essiccamento, ma sorprendentemente, la studentessa non ebbe problemi nel pulire grandi lastre con poca quantità di ritardante, ma non essendo troppo interessata all'incisione, dopo pochi lavori continuò la ricerca con la litografia e la serigrafia. Accettai quindi la sfida di cercare materiali più sicuri poiché i prodotti in commercio possono cambiare per svariati motivi, speravo di trovare una sostanza base che potesse essere sempre reperibile per gli stampatori. Quando mostrai i risultati raggiunti con questo nuovo inchiostro fui incoraggiato a non preoccuparmi di cercare un sostituto per la base serigrafica Lascaux, ma a far conoscere il metodo come primo gradino verso altre ricerche. I risultati della mia ricerca sono i seguenti:
  • Prendere una quantità di medium serigrafico Lascaux e aggiungervi pigmenti di buona qualità, mesticare poi con una spatola, un pestello può però essere di aiuto per velocizzare la preparazione rendendo l'inchiostro più facilmente omogeneo e senza grumi.
  • Preparare un inchiostro piuttosto duro e meno viscoso rispetto a quelli oleosi in commercio. Ritardanti e additivi possono essere inutili, ma nei grandi formati può servire una piccola quantità di emulsione ritardante acrilica che tende però ad appiattire i toni relativamente alla quantità usata. Con poco o niente ritardante l'inchiostro tende a seccare in superficie facendo una pellicola sottile che può essere rimossa con un tessuto umido. Nei solchi è più lento ad asciugare e si stamperà normalmente.
  • Finita la pulitura suggerisco di porre la lastra a faccia in giù per minimizzare l'evaporazione dei liquidi dell'inchiostro.
  • Contrariamente alla stampa con gli inchiostri oleosi non si deve tenere la carta a lungo in acqua, quella in puro cotone necessita di pochi minuti mentre la carta scadente per le prove è sufficiente tenerla pochi secondi. Dopo aver tamponato l'acqua in eccesso si stampa la lastra con il torchio. Se la carta è troppo bagnata l'inchiostro, a base di acqua, si propagherà troppo, l'umidità giusta della carta permetterà inoltre un'asciugatura più rapida senza inconvenienti di ondulazioni.
  • Conservando l'inchiostro in un contenitore di plastica chiuso ermeticamente si potrà usarlo successivamente. Ho trovato inchiostri miscelati anni fa ancora freschi e buoni per l'uso, senza pellicole o difetti.
  • Le stampe, una volta asciutte, diventano resistenti all'acqua come le pitture acriliche.Il medium Lascaux non è altro che un gel concentrato, un'emulsione di resina acrilica con glicole aggiunto come diluente e ritardante.
Mi auguro che le prove fatte incoraggino la ricerca di altri incisori stampatori per lo sviluppo di inchiostri sempre migliori per l'incisione.

Nik Semenoff si occupa di stampa dal 1951 quando inizia l'apprendistato come litografo in una stamperia.
Lavora poi come direttore artistico in una stazione televisiva per circa dieci anni e come artista, fotografo e orafo.
Nel 1965 si trasferisce alla Università di Saskatchewan, in Canada, come specialista di media nella Extension Division.
Dal 1982, sotto l'invito di Chuck Ringness del Dipartimento di Arte e Storia dell'Arte, lavora nel laboratorio di stampa per migliorare le specifiche tecniche di lavoro.
Inizia sperimentando nuovi materiali per sostituire i prodotti tossici, ricercando nello stesso tempo metodi che permettano di ampliare le possibilità espressive dell'artista.
Per anni ha lavorato con successo alla soluzione di problemi inerenti processi più sicuri e flessibili, dedicando come litografo, molta della sua ricerca a questo mezzo.
Alcune delle sue più importanti innovazioni sono:
  • l'uso del toner in litografia
  • la litografia senza acqua
  • gli inchiostri solubili in acqua per l'uso in litografia e intaglio
  • la fabbricazione dei pastelli al toner
  • l'inchiostro a base di acqua per la stampa serigrafica
  • l'incisione con corrente elettrica a basso voltaggio
  • un lubrificante migliore e un rivestimento più economico per il pettine litografico
  • un sistema per riutilizzare lastre di alluminio nella litografia senza acqua
  • un mordente atossico per incidere zinco e alluminio
    Gli articoli su questi procedimenti innovativi sono stati pubblicati su Leonardo, il giornale internazionale per la tecnologia nelle arti.

    Per maggiori informazioni:
    http://duke.usask.ca/~semenoff/Home.html

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