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30.01.2002 L'incisione e la tradizione della tossicità Keith Howard
 

L'incisione ha origini storiche risalenti a diversi secoli indietro. La maggior parte delle tecniche furono sviluppate secoli prima che i concetti di salute, sicurezza e coscienza ambientale fossero presi in considerazione. Le istituzioni educative hanno dovuto rivedere il modo in cui studenti e insegnanti lavorano con solventi e prodotti chimici pericolosi per rispettare le normative riguardanti la salute e la sicurezza nell'ambiente di lavoro. Una pubblicazione canadese del 1978 intitolata Salute e sicurezza in incisione: un manuale per incisori elenca ben 112 sostanze tossiche e nocive comunemente usate da coloro che praticano i metodi tradizionali dell'incisione. Alcuni di questi prodotti sono l'acido nitrico, l'acido cloridrico, l'acido solforico, il benzene, il toluene. Gli effetti collaterali legati all'esposizione a questi prodotti chimici, molti dei quali cancerogeni, vanno dai danni al sistema nervoso centrale, asma, enfisema, all'avvelenamento dell'organismo che può riguardare polmoni, fegato, reni, cuore, oltre ad eruzioni cutanee, dermatiti, danni alle mucose e alle vie respiratorie. La maggior parte dei laboratori usa molti di questi prodotti contemporaneamente, gli effetti dell'accumulo dannoso di tossine nell'organismo sono ancora sconosciuti. Per concludere dobbiamo porci una domanda, vale veramente la pena morire per la tradizione tossica del passato?

Gli istituti pensano di controllare i problemi connessi alla salute nei luoghi di lavoro con sistemi di cappe aspiranti che espellono i fumi dannosi dalle aule e dai laboratori, continuando con i mezzi dell'incisione che detta la tradizione. L'alternativa è eliminare l'incisione dai curriculum artistici, ogni mese sento parlare di chiusura di corsi di incisione a causa di problemi connessi alla salute e l'ambiente. Nonostante tutto ciò alcuni incisori mettono la propria e l'altrui salute a rischio sperando di non pagarne le conseguenze. Poche accademie e istituti d'arte possono permettersi di conformarsi alle legislazioni vigenti che implicano spese costosissime per fornire le aule di sistemi di ventilazione, tuttavia, anche se rispettate, queste norme non garantiscono una totale sicurezza dalle sostanze chimiche tossiche che sono maneggiate. Spesso fumi e liquidi tossici sono scaricati direttamente nell'ambiente, contaminanti nocivi sono gettati nel sistema fognario o nella discarica locale, la questione non è quindi interamente risolta dalle misure interne di sicurezza.

ISe gli istituti spendono molti soldi nella messa in sicurezza di aule e laboratori istruendo gli studenti con i mezzi tossici dell'incisione in condizioni altamente controllate, non potranno aspettarsi che questi, una volta terminati gli studi, possano continuare a lavorare fuori dai laboratori controllati del sistema educativo. Tra l'altro, le pratiche dell'incisione tossica non sono certo in linea con la generale coscienza ecologica che pervade la nostra società. Storicamente per incisione ci si riferisce ai processi di linee o trame incise nella lastra di metallo con un acido o un mordente, modi e mezzi di controllo sulla parte di lastra da incidere e sulla parte da proteggere, costituiscono il mestiere dell'incisore, la stampa finale è il risultato di acidature e modi nell'inchiostrare e pulire la lastra. Il prefisso " in " della parola intaglio è un indizio, per l'incisore principiante, sulla natura di questo processo, nella stampa calcografica l'inchiostro è dentro (in) i solchi della lastra-matrice, "pigiato" in ogni area o linea lavorata, la superficie viene poi pulita strofinandola opportunamente. La lastra ben inchiostrata e pulita viene posta sul piano del torchio calcografico, quello classico assomiglia ad un vecchio strizzatoio dove una volta venivano inseriti i vestiti tra due rulli per strizzare l'acqua, tra i cilindri di metallo è collocato un piano, il letto del torchio. Il piano scorre tra due cilindri per mezzo di un sistema di ingranaggi collegati ad una ruota, stella o manovella che attiva, girando, l'intero sistema, collocata la lastra inchiostrata sul piano, vi viene messo un foglio di carta umida e sopra, adagiati, i feltri che permettono alla carta di pescare l'inchiostro.

Per l'incisore esperto può essere difficile ricordare gli inizi con questo mezzo espressivo, familiarità e conoscenza non si acquisiscono in breve tempo, è difficile rendersi conto di come sia sconcertante per uno studente alle prime armi con l'incisione avventurarsi in un laboratorio di stampa. L'abbigliamento protettivo indossato per difendersi dagli agenti nocivi non basta a salvaguardare l'olfatto dal bombardamento di vapori irritanti e questi potenziali giovani incisori diventano man mano più esitanti nell'entrare in un laboratorio. La decisione di continuare con l'incisione può dipendere dal saper conciliare la loro curiosità con la consapevolezza sulla salute e sulle questioni di sicurezza ambientale. Dopo aver considerato i rischi tossici molti aspiranti incisori non vedono alcun valore nel mettere la propria salute a rischio per amore dei metodi tradizionali, questo arresta la crescita dell'incisione e pone fine ai programmi negli istituti e accademie di tutto il mondo. In Gran Bretagna, dove la legislazione su salute e sicurezza è molto severa, gli insegnanti hanno due sole possibilità: chiudere i dipartimenti di grafica o cambiare verso i metodi atossici.

Generazioni di incisori sono stati iniziati all'alchimia della tradizione incisoria con i suoi rituali e cerimonie trasmessi da centinaia di anni di pratica assieme ad una sfortunata tradizione di superba noncuranza per le conseguenze su salute e sicurezza. Artisti e studenti sono introdotti all'incisione come a una disciplina limitata a circa sette tecniche, di conseguenza ci sono migliaia di insegnanti che credono l'incisione così completa vedendo i nuovi contributi tecnici come non necessari e perfino non buoni. Ci vuole molto coraggio per cambiare, gli esperti che hanno investito anni nel perseguire l'eccellenza con le maniere tradizionali possono rifiutarsi di accettare l'idea di non essere più così esperti nella loro forma d'arte prescelta. Purtroppo prima di diventare abbastanza bravi con il nuovo devono passare tempo e consumare energia nell'apprendere queste alternative atossiche. In molte altre discipline i veri professionisti fanno di tutto per accrescere la loro conoscenza, per il tradizionalista è confortevole avere un solo modo di pensare, ignorando le innovazioni piuttosto che educare se stessi a stare al passo con i cambiamenti. Inspiegabilmente molti sono ostili al solo suggerimento di un nuovo metodo istruendo i propri allievi a ignorare le innovazioni nel loro campo. Come disse Robert F. Kennedy progresso è una bella parola, ma il cambiamento è il suo motore e il cambiamento ha i suoi nemici. Superate le paure su ciò che non si conosce, si può crescere professionalmente e interiormente. Gli artisti che decidono di provare a lavorare con il non tossico oltre a migliorare la propria salute incrementano la loro produttività e il potenziale creativo nel fare. La metodologia del non tossico produce stampe tecnicamente migliori in meno tempo e con costi ridotti, una volta iniziato il cambiamento gli incisori non tornano più indietro, molti sentono perfino un rinato e accresciuto interesse per la stampa.

Il mio impegno per l'incisione atossica è un messaggio, non sono più disposto a dare il mio contributo all'inquinamento e a mettere a rischio la mia salute e quella dei miei studenti. Queste maniere atossiche sono tecnicamente superiori e più convenienti, hanno allargato il potenziale creativo del fare nell'incisione moltiplicandolo, c'è una rinascita proprio grazie alle alternative atossiche. L'incisione si sta evolvendo, riflette un'attitudine alla semplicità che supporta e incoraggia l'esplorazione, la scoperta e l'accessibilità.

C'è una rinascita nel mondo dell'arte e dell'insegnamento dell'incisione, generata dalla versatilità tecnica e dalla convenienza dei nuovi metodi, le dinamiche creative ed espressive potranno subire enormi cambiamenti, queste tecniche rappresentano una nuova filosofia, esprimono una maggiore libertà tecnica e uno spirito creativo di esplorazione.

Keith Howard è nato in Australia nel 1950, dopo un diploma in pittura all'East Sydney Technical College, seguito da un diploma post laurea al Sydney Teachers College, nel 1975 inizia a insegnare pittura e disegno al Queensland College of Art di Brisbane dove riceve anche l'incarico di organizzare il Dipartimento di Grafica e Incisione.
Trascorso un anno in Canada, nel 1978, in occasione di uno scambio tra insegnanti tra il Queensland College of Art e l'Alberta College of Art in Calgary, decise di trasferirvisi.
Tra il 1983-84 insegna disegno e incisione alla Lakehead University in Thunderbay, Ontario. Fu proprio in quel periodo che i medici lo avvisarono di interrompere l'esposizione ai fumi tossici creati nei processi dell'incisione, in caso contrario gli rimanevano pochi anni di vita. Dopo due decenni di incisione interruppe per circa due anni per permettere al suo corpo di recuperare. In seguito riprese l'incarico all'università, ma la sua salute peggiorò rapidamente di nuovo.
Nel 1986, accettata una nomina presso il Grande Praire Regional College in Peace River, Alberta, inizia a sperimentare e sviluppare le sue tecniche di intaglio non tossico.
Nel 1989, scrive Safe Photo Etching For Photographers And Artists, prima pubblicazione internazionale sulla metodica atossica.
Dal 1991 scrive articoli e tiene seminari sul non tossico, oltre ad essere invitato come relatore in numerose conferenze.
Ha collaborato con le maggiori compagnie nella ricerca di prodotti non dannosi per la salute e l'ambiente.
Capo d'Istituto presso la Canadian School for Non Toxic Printmaking, al Grande Praire Regional College, prima istituzione educativa nel mondo a sviluppare un programma a vari livelli su queste nuove metodologie di lavoro, attualmente è Docente presso il Rochester Institute of Technology di Rochester New York.

Per maggiori informazioni:
http://www.mtsu.edu/~art/printmaking/non_toxic.html