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18.05.2007 La Scuola d'Arte del Castello di Milano: Incisione atossica con Moreno Chiodini Redazione
 

La Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano fu fondata per Regio Decreto il 2 giugno 1882, da allora ha vissuto una storia prestigiosa, formando artisti e artigiani di rilievo, adattandosi ai cambiamenti del tempo è giunta ai giorni nostri con un'offerta formativa che comprende le seguenti discipline: tecniche pittoriche, incisione, restauro, affresco e tecniche murali, mosaico, vetrata, design tessile, illustrazione, fumetto, progettazione grafica.
Sin dall'inizio la Scuola si configurò come un complesso di laboratori dove gli allievi, con libere scelte, si formavano nelle diverse specialità a immediato contatto con i materiali e con la guida di un maestro, secondo la grande tradizione italiana della bottega. In realtà la formula della bottega tra artigianato artistico e industria bene qualifica anche oggi l'indirizzo di una Scuola che con spiccato senso di concretezza ha sempre privilegiato rispetto alla teoria la pratica operativa.

Tradizione e attualità: o piuttosto attualità nella tradizione. E' questo il binomio che meglio definisce il particolare carattere della Scuola del Castello: attenta per un verso al passato glorioso ma per altro costantemente preoccupata di aggiornare la propria didattica alle esigenze e possibilità professionali via via emergenti nella vita sociale, culturale ed economica di Milano e del territorio circostante. L'insegnamento è affidato a professionisti qualificati e ad artisti di collaudata esperienza tecnica.
Incontriamo Moreno Chiodini, docente del corso di Incisione, da quest'anno rinnovato nei materiali.

Printshow: Leggiamo nella dicitura del corso: Corso di Incisione Ecologica l'acqua forte classica eseguita senza l'uso dell'acido, facile e veloce. Ci puoi spiegare meglio?
Moreno: Si tratta di tecniche che prevedono l'utilizzo di lastre polimeriche e permettono risultati identici a quelli delle incisioni tradizionali, compresa la xilografia, senza l'impiego di acidi. Queste matrici vengono esposte alla luce del sole o di lampade che la riproducono; quindi immerse in acqua e spazzolate; le parti protette, non avendo preso luce, si sciolgono e creano lo scavo che trattiene l'inchiostro nella fase di stampa. Nel corso vengono usati colori all'acqua, composti da una base oleosa colorata con pigmenti e prodotti naturali, ad esempio il nero emana un gradevole profumo di liquirizia. Il colore viene asportato utilizzando acqua saponata.

Printshow: Quali sono i vantaggi nell'uso di questi prodotti?
Moreno: I vantaggi sono subito evidenti, pensiamo solo di non usare gli acidi, di non usare solventi, niente più petrolio, niente diluente nitro, ecc. Nel corso come solvente per le vernici e per i colori tradizionali, che qualcuno ancora utilizza, usiamo un solvente a base di olio che lasciato agire per pochi secondi scioglie le vernici e gli inchiostri; è completamente atossico, inodore e viene lavato via con acqua eliminando qualsiasi esalazione e rendendo bassissimo il rischio di allergie.

Printshow: I risultati sono realmente soddisfacenti, quali gli aspetti negativi? Se ci sono.
Moreno: Il primo aspetto negativo che salta subito in mente è la bassa possibilità di correzione, se si sbaglia una matrice spesso bisogna buttarla. Poi in fase di stampa è più difficile ottenere i bianchi puri perché la superficie del polimero non è così liscia come può esserlo quella di una lastra di metallo perfettamente lucidata. Le matrici sembrano fragili e i bordi possono diventare estremamente taglienti e quindi conviene prestare più attenzione, si può ovviare in parte usando una base calamitata per la stampa.

Printshow: Immaginiamo di aver sbagliato qualcosa nella realizzazione della matrice durante l'esposizione ai raggi UVA possiamo in qualche modo intervenire direttamente sulla lastra aggiungendo segni incisi direttamente con una punta o altro?
Moreno: Naturalmente è sempre possibile aggiungere segni a puntasecca tenendo però presente che il polimero è un materiale abbastanza elastico e tende a richiudersi, secondo me si ottengono risultati migliori usando dei bulini o gli attrezzi per xilografia.

Printshow: E per quanto riguarda il positivo su acetato immagino sia necessario avere una immagine con una definizione molto alta, come è conveniente lavorare? (p.es. a 300 dpi, con alto contrasto, saturazione dei neri o altro)
Moreno: Come per tutti i lavori creati con un passaggio in digitale la definizione è importante per mascherare il più possibile l'effetto pixel se si ritiene che questo sia visivamente non appropriato all'immagine che desideriamo proporre. Si può ottenere un buon risultato lavorando sia sulla definizione che sulla saturazione e anche aggiungendo un fondino stocastico ( rende meno regolare la trama) ma per questi argomenti più legati a programmi di grafica informatica consiglio di rivolgersi ad un tecnico del settore tenendo ben presente che niente ci impedisce di intervenire manualmente, direttamente sugli acetati.

Printshow: Quando si parla di lastre polimeriche la maggior parte delle persone pensa esclusivamente all'immagine fotografica, trovando quindi questa maniera espressiva limitata e "meccanica", dalla procedura si intuisce che sia possibile lavorare la lastra anche in maniera diretta, senza l'utilizzo del film trasparente, intervenendo con inchiostri, matite e altri materiali capaci di bloccare l'azione della luce, è così?
Moreno: Lavorare direttamente su matrici polimeriche è estremamente semplice basta disegnarci sopra con qualsiasi prodotto che filtri la luce. Bisogna avere l'accortezza di lavorare alla luce artificiale e non direttamente al sole, per ovvi motivi. Faccio due brevi esempi: prendo un pennarello indelebile e disegno direttamente sul polimero, poi con una matita grassa creo dei chiaroscuri e dopo l'operazione di esposizione e lavatura stampo una cera molle e acquaforte. Prendo un rullo carico di inchiostro calcografico lo passo sul polimero e poi graffio creando un disegno in negativo e stampando con un rullo ottengo un effetto linoleum. Quanti altre possibilità ci consiglia la nostra fantasia?

Printshow: Per quanto riguarda i colori calcografici, brillantezza e durata nel tempo sono paragonabili a quelli dei colori "tradizionali"?
Moreno: I colori all'acqua utilizzati in calcografia secondo me hanno una resa migliore, per cominciare non formano le fastidiose e costose pellicine; se ne usa una quantità minore; anche i colori più chiari ossidano meno e si mantengono estremamente luminosi; si puliscono più facilmente e più velocemente e la loro durata nel tempo è paragonabile a quella dei migliori inchiostri tradizionali.

Printshow: Le lastre polimeriche necessitano di particolare esperienza per essere realizzate?
Moreno: E' indubbio che bisogna acquisire una buona esperienza nel realizzare le matrici polimeriche. Sia che si utilizzino direttamente o con vetri o pellicole bisogna imparare a valutare bene il grado di trasparenza e di permeabilità alla luce dei prodotti utilizzati per disegnare, siano essi matite grasse, colori, pennarelli o altro. Il tempo di esposizione ai raggi solari può variare da pochi secondi ad alcuni minuti, dipende dalle trasparenze e dal risultato che si vuole ottenere. Anche nel momento del lavaggio è importante valutare bene il tempo di immersione e spazzolatura e anche come asciugare bene e velocemente. Temo che all'inizio avere scarti sia inevitabile, per questo mi sento di consigliare di procurarsi diverse matrici e cominciare con soggetti semplici e di dimensioni ridotte.

Printshow: Che tiratura possono sopportare?
Moreno: Questa è una domanda a cui è difficile rispondere perché ritengo che stampare tirature comporta variabili così numerose che è impossibile sapere prima quanto può tenere una matrice, questo è valido per tutte le tecniche. Posso aggiungere che di alcuni polimeri, anche con sfumature delicate, ho stampato 50 esemplari più alcune prove senza incontrare particolari problemi se non quello di asciugare bene la carta in superficie per non far attaccare il polimero al foglio.

Printshow: Sempre per quanto riguarda le lastre polimeriche la scelta della carta è legata unicamente al lavoro dell'artista, come accade abitualmente, oppure oltre all'attenta asciugatura ci sono altri parametri da tenere in considerazione?
Moreno: Direi che tutte le possibilità di utilizzo di carte diverse date da una qualsiasi tecnica calcografica sono identiche se la matrice è polimerica. Compresi i passaggi a secco.

Printshow: Come si sviluppa il corso (durata, programma, orario, ecc)?
Moreno: Il corso che tengo alla Scuola d'Arte del Castello di Milano è pomeridiano, ogni mercoledì dalle 16 alle 19 e dura 30 ore. Il programma prevede una veloce introduzione alle tecniche tradizionali, stampate con colori atossici e solventi ecologici, per valutare l'esperienza di ogni allievo. Si passa poi all'uso dei polimeri sia utilizzando il sole che apposite lampade a raggi UVA e si prosegue adeguandoci alle singole esigenze creative, sempre affiancando la parte artistica a quella più artigianale della stampa. 30 ore non sono molte, tuttavia possono bastare per farsi una valida base su cui continuare a sperimentare in proprio. Vorrei concludere dicendo che secondo me è importante per un incisore apprendere queste tecniche ma che esse non possono e non devono sostituire quelle tradizionali ma affiancarle nella continua ricerca per il miglioramento delle proprie capacità espressive. E' per questo che intendiamo inserire queste nuove tecniche anche nei corsi tradizionali della Scuola che si tengono dal lunedì al giovedì dalle 20 alle 22 per un totale di 600 ore divise in 3 anni e permettono di acquisire una capacità incisoria a livello professionale.

Printshow: Ci sono dei requisiti specifici per essere ammessi ai corsi oppure l'iscrizione è aperta anche a coloro che si avvicinano per la prima volta all'incisione?
Moreno: I corsi serali prevedono un primo anno propedeutico in cui si impara a disegnare, ad utilizzare i colori e i vari materiali. Il propedeutico di incisione viene fatto direttamente in laboratorio. Chi ha voglia di provare l'incisione si trova fin da subito immerso nella tecnica e non esistono preclusioni per quello che riguarda la tematica espressiva. Per tutti i corsi non esistono quindi limiti imposti e tutti possono frequentare i nostri corsi.




Tutti i prodotti sopra elencati sono acquistabili in Italia presso la ditta Il Foglio di Milano
www.ilfoglio-sas.com

La Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello ha sede in via Giusti 42
Per informazioni: www.scuolaartecastellosforzesco.it

 
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