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28.07.2004 La stampa d'arte serigrafica Nino Fichera
 

Con questo numero inizia una serie di articoli dedicati ad un importante settore della serigrafia, la stampa d'arte serigrafica. L'intenzione é di indicare, suggerire, se si preferisce e perché no, scoprire con il lettore questo specifico settore, quali sono le possibilità che quest'importante e molto tecnica "branca" della serigrafia può ancora oggi offrire all'appassionato d'arte o al serigrafo che voglia avvicinarsi.
Per questa prima parte, prenderemo in esame le tecnologie di base, saranno presentati serigrafi che già operano in questo campo, pittori che utilizzano questa tecnica per la riproduzione dei propri lavori, ecc. Per dar corso a quella che penso sia una logica apertura all'excursus, sono andato a "fare quattro chiacchiere" con il Professor Vincenzo Parisi e con la Professoressa Anna Caracappa rispettivamente Preside e Coordinatrice dei corsi della Scuola Cova di Milano il cui piano scolastico prevede, a fianco di programmi per la preparazione della professione classica del serigrafo un corso di Tecnico Serigrafo d'Arte. Ho chiesto loro di descrivermi cosa propone il programma e se é importante che l'iscritto a questo corso debba essere già in possesso di particolari sensibilità o abilità.

LA STAMPA D'ARTE SERIGRAFICA A SCUOLA
Su suggerimento del Professor Parisi, affronto l'argomento con la Professoressa Anna Caracappa "non solamente perché coordinatrice dei corsi - mi dice il professor Parisi - ma anche per il suo particolare amore e sensibilità verso l'argomento che lei, con la sua visita, ci propone".

"Non c'é dubbio, inizia la professoressa Caracappa, che l'allievo che desideri affrontare questo genere di studi - mi riferisco in particolare, parlando di serigrafia, al corso di Tecnico Serigrafo in Stampa d'Arte che sarà l'argomento centrale del nostro incontro ed al corso di Serigrafia per Arti Applicate, pure nei programmi di questa Scuola e che, se vuole, possiede alcune affinità con la stampa d'arte serigrafica - debba essere in possesso di una predisposizione e di particolari manualità e sensibilità nei confronti del disegno, della pittura e delle arti figurative in genere.
Un mio preciso pensiero - continua la mia interlocutrice - mi ha, infatti, sempre portato a sostenere che, nella realizzazione di una stampa d'arte serigrafica, c'è l'intervento, la presenza, di due artisti: il pittore autore dell'opera e il serigrafo stampatore che, come le dicevo, deve essere assolutamente in grado di leggere le varie tonalità di colore del lavoro, la forza e la direzione del segno e, perché no, essere in possesso della sensibilità che gli permetta anche di percepire il messaggio contenuto dal lavoro, specie nel caso di opere moderne.

Più specificamente, perché è poi quello che ritengo lei voglia conoscere, le posso dire che il nostro Corso di Tecnico Serigrafo in Stampa d'Arte prevede lo studio delle seguenti materie:
  • abilità cromatiche
  • tecniche grafico pittoriche per la realizzazione delle opere da riprodurre
  • la tecnica di esecuzione delle selezioni manuali dei colori
  • la procedura di montaggio e messa a registro dei vari colori
  • la tecnica di allestimento dei quadri serigrafici
  • l'abilità nell'eseguire stampe dei soggetti elaborati
  • le nozioni necessarie per effettuare le correzioni cromatiche eventualmente necessarie per una fedele riproduzione del lavoro."


  • COSA SUCCEDE IN PRATICA?
    "In linea di massima, riprende la Professoressa Caracappa, il corso - ma questo si fa anche nel caso di singoli lavori nello svolgimento dell'anno - inizia prendendo in esame un determinato periodo storico-artistico. Si cerca di capirne le tendenze, le tecniche e le ragioni dell'indirizzo espressivo di quel certo periodo. Si passa poi allo studio di un pittore dello stesso periodo e, successivamente, di un suo lavoro. La nostra ricerca ci permetterà di avvicinarci con le opportune conoscenze all'autore di una determinata opera che poi riprodurremo serigraficamente. Lei può capire che quello di cui le ho parlato é un passaggio basilare. Un passaggio che suggeriamo di seguire ai nostri allievi ad ogni opera che poi, nella loro professione, dovessero affrontare. Occorre conoscere, penetrare e, quindi, comprendere il perché di un certo segno, di un certo colore, della direzione e della forza di una certa pennellata. Non si può lavorare su un fondo, azzurro, per esempio, senza tener conto del movimento e delle ragioni di quel certo segno, il risultato che ne sortirebbe sarebbe completamente diverso dall'originale. Certo, tutto é più facile nel caso di un lavoro di un artista vivente. Molto spesso l'autore é, infatti, a fianco dello stampatore e tutto corre via meglio".

    LA PREPARAZIONE DEI LUCIDI
    "Tutto quello che le ho raccontato - prosegue la mia interlocutrice - é la premessa necessaria alla preparazione dei lucidi, delle pellicole, per la realizzazione dei telai da stampa. E' la condizione generale perché la stampa che ne sortirà possa essere definita a pieno merito "stampa d'arte". Niente riproduzioni fotografiche quindi, niente quadricromie o, se preferisce pluricromie, con puntini e rosette. Le pellicole per le stampe serigrafiche d'arte sono costruite manualmente colore per colore dal serigrafo, vorrei poter dire dall'artista serigrafo. Pennellata per pennellata, seguendo le varie pressioni, i pieni e le velature, così come le ha realizzate sull'originale l'autore dell'opera.
    Ma lei vuol sapere anche quello succede in pratica, materialmente, perciò vediamo di costruire assieme una specie di schema:
    a) scelto il soggetto, stabilito il periodo di origine, studiato l'autore anche sulla base di altre opere, si porta l'originale alle misure volute attraverso un ingrandimento fotografico e si comincia il lavoro iniziando con lo stabilire visivamente e con la massima attenzione da quanti colori é formata l'immagine. Attenzione - vuole precisarmi la signora Caracappa - dimentichiamo i quattro colori classici oggi utilizzati nella stampa comune. Questo non solo perché molto spesso, di norma direi, le tonalità sono di gran lunga superiori alle quattro, ma anche perché frequentemente l'artista usa colori che difficilmente possiamo riconoscere fra le scale che utilizziamo comunemente. Quest'operazione ci porterà prima, appoggiando un lucido sull'ingrandimento fotografico, ad una traccia di partenza, alla delimitazione della sagoma generale e a quella, di massima, delle varie zone di colore poi.
    b) terminata quest'operazione l'allievo inizia, sempre manualmente, a pennello, la preparazione vera e propria delle varie pellicole, colore per colore, con un registro indicato da crocette, tenendo conto - e qui non si scherza - oltre che, naturalmente, del disegno, e mi scusi se insisto su queste cose, della direzione e della forza del segno, delle sfumature, dei pieni e dei vuoti, delle trasparenze, ecc. così come le ha realizzate l'autore dell'opera.

    LA STAMPA
    Terminata la fase di preparazione dei lucidi si passa alla realizzazione dei quadri da stampa, dove, in linea di massima, tutto avviene come nella stampa serigrafica classica e dove, come nella serigrafia classica, non bisogna perdere di vista l'importanza del tessuto che deve avere un numero di fili, spessore o orientamento che non devono rischiare di far allontanare il risultato finale da quello che era il lavoro originale.
    Quando poi, finalmente, si arriva alla stampa, torna ad avere importanza lo studio fatto sul pittore e sulla sua opera. Questo studio permetterà, infatti, la conoscenza e, quindi, la possibilità di riproduzione, dei valori cromatici dei vari colori che, come sa, sono peraltro, molto collegati alle tecniche di preparazione dei colori stessi, delle terre, degli impasti, ecc. E' noto, infatti, che la tecnica di approntamento dei colori utilizzati dagli artisti é variata nel corso dei tempi con risultati ed effetti che solo un occhio esperto può percepire, ma che non possono essere trascurati in una riproduzione d'arte.
    Dopo tutte queste importanti considerazioni, si passa, quindi, alla prova di stampa. Può succedere, infatti, che nonostante i colori siano stati individuati nelle loro giuste tonalità e forze, non sempre, o quasi mai, una volta sovrapposti o affiancati, risultino conformi al risultato che ci si attendeva. Questo non solo per le caratteristiche degli inchiostri serigrafici, ma anche per il materiale dei supporti, alle caratteristiche della tecnica, ecc.
    Ecco quindi che le prove di stampa ci permettono le opportune correzioni sulla matrice, sul colore, sulla densità degli inchiostri, sulla coprenza o sulla trasparenza, ecc.
    Arrivati al risultato che si vuole ottenere si passa, infine, alla tiratura definitiva che può avvenire su supporti in carta, tela o legno a seconda dell'originale di partenza.
    Prima di concludere e come notizia finale per i lettori della rivista, potrebbe essere importante ricordare - cosa che forse non tutti conoscono - che il pittore, terminata la stampa a conferma e salvaguardia della tiratura indicata sulla stampa stessa, taglia di suo pugno i lucidi utilizzati.

    Ndr. Prima di finire vorrei, con un'iniziativa assolutamente addebitabile all'autore dell'articolo, cioé a me, suggerire un paio di osservazione personali, a chiunque volesse fare tentativi nel campo della stampa d'arte serigrafica: un incoraggiamento ed uno stimolo verso questa tecnica di riproduzione e le sue aperture verso il mercato.
    L'incoraggiamento: può darsi che, all'inizio, il dover tenere in considerazione la direzione delle pennellate, la forza del segno, le tonalità di colore, la preparazione manuale dei lucidi, ecc. risulti piuttosto difficile. Teniamo però presente che, almeno per quanto riguarda lavori di artisti viventi, l'autore é spesso a fianco dello stampatore.
    Uno stimolo: ho l'impressione che la stampa serigrafica d'arte stia acquistando terreno sia nei confronti del collezionista sia del semplice cittadino che desidera abbellire un angolo della propria casa. Nei confronti di quest'ultimo, la ragione potrebbe essere individuata nel fatto che la stampa serigrafica d'arte con i suoi colori é probabilmente molto più vicina al concetto di "quadro" e che per questa ragione é forse ritenuta più decorativa e piacevole che non altre tecniche di stampa artistica di altrettanto alto valore e che, ad ogni buon conto, personalmente amo molto.


    Nino Fichera
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