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22.03.2002 Incisione galvanica senza elettricità Cedric Green
 

Nel corso delle mie numerose esperienze con i metodi elettrolitici ho scoperto quasi per caso come risolvere uno degli inconvenienti più fastidiosi del mordente denominato Bordeaux e delle sue varianti, ovvero il precipitato di rame prodotto. Il precipitato deve essere rimosso dalla lastra con un pennello per evitare che occluda le linee, obbligando inoltre ad un regolare filtraggio della soluzione.
Nello stesso tempo il metodo elettrolitico da me trovato non necessitava di una fonte esterna di potenza come una batteria o altre fonti di elettricità.
Sembrerebbe che molti incisori siano inibiti o intimoriti dall'idea di dover acquistare un equipaggiamento elettrico e a fare calcoli basati su aree ed amperaggio. L'idea di essere in grado di produrre un processo elettrolitico senza complicati equipaggiamenti e che non richieda calcoli in base alla dimensione della lastra, così come invece richiedono i metodi elettrolitici basati sull'elettricità, è estremamente suggestiva.
Credo sia per questo che il mordente Bordeaux abbia avuto più successo che non i metodi elettrolitici tradizionali. Un metodo per eliminare il deposito di precipitato nel mordente Bordeaux è l'elettrolisi, poca corrente diretta sulla lastra fa depositare gli ioni di rame e li deposita sul catodo.
Una dimostrazione di questo metodo è data dal principio stesso che stava alla base delle prime batterie costruite all'inizio del 19° secolo che erano composte da una lastra di zinco e una lastra di rame poste in una soluzione acida di solfato di rame.
Thomas Spencer e John Wilson registrarono un brevetto nel 1840 per "Incidere metalli con il metodo dell'elettricità voltaica" facendo intravedere la possibilità di ottenere gli stessi risultati utilizzando due metalli diversi posti in una soluzione appropriata (che quindi non necessita di una batteria voltaica esterna).
Seguendo queste indicazioni ho posto una lastra di rame sul fondo di una vaschetta per morsure con una striscia di rame attaccata sul retro e sporgente dalla soluzione di mordente Bordeaux.
Ho quindi appiccicato un'altra striscia di rame sul retro della lastra di zinco da incidere connettendola all'altra, lasciando la lastra capovolta a circa un centimetro dalla lastra di rame il processo ha così inizio.
La lastra viene incisa perfettamente senza alcuna traccia del precipitato di rame mostrando tutte le caratteristiche di una lastra incisa elettroliticamente.
Si tratta di una batteria a circuito chiuso che genera la sua propria energia grazie alla differenza di potenziale tra lo zinco e il rame. Chiudendo il circuito tra le lastre si permette alla corrente di fluire, spinta dal flusso della carica positiva degli ioni di rame verso quella negativa dello zinco.
L'inconveniente di questo sistema è che il rame viene gradualmente rimpiazzato dallo zinco richiedendo di essere periodicamente sostituito. Chi è in grado di utilizzare un sistema elettrolitico a corrente esterna non incontrerà questo inconveniente.
Ma c'è anche un'altra ragione ancora più interessante che spinge a privilegiare il metodo passivo (ovvero senza apporto di elettricità esterna). Da qualche anno sto utilizzando un metodo elettrolitico semi asciutto che chiamo galv-on e che ho descritto nel mio sito web e nel mio testo.
Invece di porre la lastra da incidere in una vaschetta piena di soluzione elettrolitica, viene messa capovolta con una sottile striscia di rame posta sul retro, su questa uno strato di carta assorbente imbevuta di soluzione elettrolitica, su questa viene posta una striscia dello stesso metallo e infine su questo un peso.
Quando la lastra in basso è collegata al polo positivo di una sorgente di corrente continua, per esempio un carica batterie, e la striscia superiore a quello negativo, una corrente elettrica scorre attraverso la carta assorbente e la parte esposta della lastra inferiore viene incisa. Un'area scoperta è incisa con la trama o il motivo della superficie con cui è in contatto.
Gli effetti che possono così ottenersi sono molto variegati e somigliano spesso a quelli ottenuti pressando materiali su un fondo a vernice molle. Un effetto particolarmente interessante è ottenuto utilizzando un tessuto di carta asciutto posto tra la lastra e un foglio di carta assorbente inumidito che conferisce un caratteristico motivo a striature, che può essere modificato sgualcendo, piegando e increspando il tessuto.
Il metodo galv-on semiasciutto può essere utilizzato anche per incidere linee o per l'acquatinta (nel mio caso fractint). Si può incidere una singola parte della lastra in una maniera più semplice rispetto ai metodi che utilizzano la soluzione elettrolitica.
Il processo galv-on può essere utilizzato solo elettroliticamente poiché ogni precipitato o bollicina prodotta non può essere rimossa ma rimane a intasare le linee e la trama interrompendo dopo un po' la morsura. Uno dei piccoli problemi che si hanno utilizzando un processo elettrolitico ad elettricità esterna è che il sottile spessore delle lastre sovrapposte offre una così piccola resistenza elettrica che per grandi aree da incidere è necessaria una forte corrente continua. Quando ho provato ad effettuare il processo galv-on in modo passivo con una grande lastra di zinco e strati di carta imbevuti di solfato di rame, a cui era sovrapposta una lastra di rame connessa tramite una striscia di rame alla lastra di zinco, tutto funzionava perfettamente, la breve distanza tra le due lastre era un vantaggio poiché veniva generata una corrente sufficiente per rimuovere il precipitato in un tempo due volte superiore a quello che avrebbe impiegato nella vaschetta.
Tutti gli effetti possibili con il metodo galv-on ad elettricità esterna possono essere riprodotti anche con questo sistema. Inoltre il tempo di morsura non aumenterà con l'aumentare della superficie della lastra come avverrebbe con l'altro metodo poiché la corrente aumenta proporzionalmente con la dimensione delle lastre. Per gli attuali utilizzatori del mordente Bordeaux e sue varianti, mi aspetto di poter fornire buone notizie che elimineranno il noioso problema dei precipitati e che renderanno possibile l'utilizzo del metodo galv-on semiasciutto senza dover spendere in attrezzature elettriche speciali, vaschette da incisione, e impantanarsi con i misteri del voltaggio, amperaggio e del calcolo dei tempi. Per molti corsi di studio che devono fornire attrezzature ad un gran numero di studenti l'incisione galvanica passiva e i processi galv-on saranno sicuramente una novità gradita.

Cedric Green artista francese, come altri importanti artisti-ricercatori ha messo a disposizione le sue scoperte e conoscenze riguardo ai metodi di lavoro atossici da lui sperimentati.
Uno dei principali obiettivi era quello di trovare sostituti che fossero facilmente reperibili ed economicamente convenienti, oltre ad ampliare le potenzialità del mezzo espressivo.
Tra gli studi più interessanti quelli che riguardano l'incisione elettrolitica.
Tiene seminari nel suo studio nella regione francese denominata Périgord nel Dipartimento di Dordogne.
La Ecotech Design di Sheffield - UK ha pubblicato GREEN PRINTS un manuale sui nuovi metodi di incisione per mezzo delle tecniche elettro-galvaniche.

Per maggiori informazioni:
http://www.greenart.info