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18.03.2004 Le maniere indirette. III° parte corso di stampa e incisione. Chiara Giorgetti  
 

L'immagine e il disegno prodotti sulla matrice per mezzo di tecniche indirette offrono un segno e un risultato grafico con caratteristiche differenti rispetto ai risultati ottenibili con le maniere dirette. L'incisione avviene attraverso l'uso di acidi e/o mordenti che corrodono la lastra nelle parti non protette dalla vernice acido-resistente.
Sono da considerarsi incisioni indirette l'acquaforte, l'acquatinta, la cera molle, la maniera allo zucchero e tutte le varie maniere pittoriche.
Da alcuni anni si utilizzano largamente sia il trasferimento di immagini su metallo, come il toner tranfer, sia la fotoincisione, anche questi procedimenti, utilizzando acidi per incidere il lavoro artistico, possono definirsi incisioni indirette.

Le vernici
Le vernici oltre ad essere acido-resistenti, devono essere elastiche per permettere un buon lavoro senza screpolature o deformazioni.
Se ne trovano pronte in commercio sia liquide, da stendere con un pennello piatto e morbido, che solide (coni), da stendere con un rullo o con un tampone. Ricordiamo la vernice bianca trasparente, la vernice nera liquida satinata, la vernice per coperture (quasi equivalente al bitume liquido).
Le vernici generalmente sono composte di asfalto, resina e cera in proporzioni giuste al fine di garantire una perfetta ed omogenea stesura e copertura. L'elasticità della vernice deve consentire un lavoro preciso senza saltare via durante le fasi di lavorazione.
Si trovano in commercio, per ora non in Italia, vernici acido-resistenti non dannose per la salute a base di componenti acriliche. Per ottenerne una non tossica da soli provate leggendo le istruzioni di Howard (vedi www.printshow.it/non/220702a.asp).

L'acquaforte
Si prepara una base usando la vernice acido-resistente, generalmente, per praticità si usa quella liquida e la si applica con un pennello largo due dita molto morbido e piatto.
Si copre la superficie da incidere, facendo attenzione a non lasciare, tra una pennellata e l'altra, righe o piccoli spazi scoperti e cercando di evitare che il pennello lasci impurità, è meglio anche non ripassare con il pennello sopra la vernice già distesa. Secondo la tradizione prima di procedere al lavoro è necessario annerire la superficie della lastra (affumicatura) facendo scorrere sulla lastra, capovolta e appesa alle pinze di sostegno, la fiamma di un lume a petrolio o una torcia di cera. Questa operazione, che ha la funzione di asciugare (senza bruciare) la vernice facendo aderire meglio alla lastra lo strato di cera (evaporano così anche le parti grasse eccedenti) da maggiore risalto ai segni che si vanno a intagliare sul metallo, ma è meglio evitarla se non si dispone di uno spazio attrezzato con tiraggio forzato per i motivi legati alla tossicità sia del petrolio che dei componenti nei vapori della vernice. Quando la vernice è secca si inizia l'incisione. L'intaglio della vernice si effettua con punte non molto affilate, non è necessario scalfire la superficie del metallo, è importante però che la punta intacchi la vernice scoprendo il metallo uniformemente. La larghezza del segno dipende dalla grossezza della punta, ma la profondità dell'incisione e la qualità grafica del segno, dipendono dal tempo di morsura e dalla concentrazione di acido. Si disegneranno per primi i segni che si vogliono più incisi, perciò più scuri nella stampa, ultimato l'intaglio si copre il retro della lastra con plastica adesiva per proteggerla dall'azione corrosiva del mordente. Si procede quindi con l'aggiunta di altri segni e morsure fino a tracciare per ultimi i segni più sottili e delicati, questa è la cosiddetta morsura multipla. La morsura piana consiste invece in un'unica immersione nel mordente.
Una volta immersa la lastra nel bagno acido per il tempo necessario la si deve lavare bene sotto acqua corrente. Prima di stamparla si dovrà togliere la vernice con un solvente atossico (vedi www.printshow.it/non/151002a.asp).

La vernice molle
Questa tecnica permette la realizzazione di lastre con segni morbidi, il cui aspetto è simile a quello ottenuto con un disegno eseguito a matita o a pastello, con tratti di maggiore e/o minore granulosità a secondo della grana del foglio usato per tracciare il disegno.
La lastra viene posta sul tavolo caldo e con un buon rullo di gomma si stende un sottile strato di cera molle, una volta raffreddata la lastra, vi si applica un foglio di carta velina o di carta giapponese di dimensioni superiori e si esegue il disegno impiegando una o più matite abbastanza dure. Tracciati i segni con una certa pressione alternando l'uso di matite con punte di diverso spessore e completato il lavoro, si solleva la carta sulla quale è stato eseguito il disegno. La cera molle è rimasta attaccata sul retro della velina nei punti dove è stata esercitata la pressione con la matita mettendo in evidenza il lavoro fatto. Se non soddisfatti dell'effetto raggiunto, si riabbassa la velina, senza spostarla, e si completa il lavoro. Si possono anche imprimere trame di stoffe, foglie, e altri oggetti piani, ponendoli direttamente sulla lastra preparata ed esercitando la necessaria pressione con un brunitoio, una stecca di legno, o a mezzo torchio (il torchio in questo caso sarà regolato con una pressione molto più lieve rispetto a quella necessaria per la stampa).. Una volta terminato il lavoro si toglie la velina e si acida. Terminato il tempo di morsura si risciacqua bene. Prima di stampare la lastra dovremo naturalmente pulirla con un solvente atossico (vedi www.printshow.it/non/151002a.asp). Anche la cera molle è una sostanza dannosa per la salute.

L'acquatinta
Il metodo dell'acquatinta permette di ottenere tonalità più o meno profonde, con grana fine o grossa, regolare o irregolare senza l'ausilio del segno. L'acquatinta può essere usata anche unita ad altre tecniche come l'acquaforte.La lastra viene ricoperta con uno strato di polvere di resina la colofonia, o pece greca, una polvere finissima ottenuta dalla distillazione della trementina, o di bitume in polvere. Entrambe le polveri usate sono dannose, si consiglia quindi l'uso di maschere protettive con filtri adeguati.
La lastra è riscaldata da sotto con un fornello a gas o ad alcool, il calore permette alla resina di sciogliersi e aderirvi. La resina ha la proprietà di proteggere il metallo dall'azione dell'acido, il mordente intaccherà solo quel metallo scoperto attorno ad ogni granello di resina, creando una superficie in grado di trattene l'inchiostro.
Si procede alla morsura nei modi ritenuti adatti per il lavoro, per esempio una morsura multipla se le aree devono avere tonalità più o meno scure. Una volta terminata la morsura, e dopo aver risciacquato, si pulirà la matrice con solvente adatto a rimuovere la polvere usata.
Se la lastra risulterà troppo incisa, si potrà ricorrere alla carta abrasiva e al brunitoio per schiarire zone troppo scure.

Maniera pittorica
Con pennelli morbidi da acquarello e una vernice costituita da olio di lino, olio essenziale di trementina e colore ad olio bianco in parti uguali si dipingono sulla lastra preparata con il medesimo procedimento seguito per l'acquaforte le parti (segni o zone) da incidere. Dopo alcuni minuti si asporta, con uno straccetto o con carta assorbente la vernice, scoprendo così il metallo nelle parti dove era stata stesa, parti che riceveranno la granitura a bitume o a colofonia.
La lastra è ora pronta per essere morsa secondo i tempi impiegati per l'acquatinta.

Maniera allo zucchero
Gli strumenti utilizzati per la tecnica al tratto di penna o allo zucchero sono pennini e pennelli, la vernice è costituita da parti uguali di zucchero e inchiostro di china e qualche goccia di gomma arabica.
Si disegna con la penna e i pennelli sulla lastra sgrassata, usando il preparato che deve essere fluido ma non eccessivamente; appena asciugato si ricopre l'intera superficie della lastra con vernice protettiva in strato sottile. Seccata anch'essa, si mette la lastra in acqua tiepida o nell'acqua corrente, che scioglie la vernice isolante in tutti i punti dove questa ricopre i segni eseguiti con il preparato.
Le zone scoperte possono ora essere preparate ad acquatinta con bitume o colofonia e in seguito incise dal mordente.

Maniera al sale
Un altro modo per creare una texture puntinata in positivo sulla stampa (cioè dei punti incisi sulla superficie della lastra, al contrario dell'acquatinta dove minuscoli puntini bianchi sono circondati dalle zone erose) consiste nel coprire la lastra con la vernice per acquaforte quindi gettarvi sopra del sale, che sarà fino o grosso secondo le vostre esigenze, quindi far seccare la vernice. Una volta asciutta la vernice, sbattere la lastra contro il piano per far cadere l'eccesso di sale e immergerla in acqua tiepida. Il sale si scioglierà lasciando scoperti i punti, potete coprire di nuovo con la vernice le zone che non volete acidare e procedere alle morsure.

Pastelli a olio e pennarello a smalto
Svariati materiali grassi sono acido-resistenti in maniera più o meno coprente e duratura in morsura, si possono provare molti prodotti presenti nelle nostre case e in studio. Creme grasse idratanti per il corpo (tipo nivea), matite per il trucco, saponette, rossetti, candele…Di sicuro effetto sono i pastelli ad olio per disegnare, da usare direttamente sulla lastra prima di acidarla, oppure dopo aver preparato la matrice con la polvere per l'acquatinta.
Un altro sorprendente strumento per disegnare sulla lastra di metallo è il pennarello a smalto. Lo smalto del pennarello è acido-resistente, il disegno realizzato sarà più o meno coprente in relazione alla velocità con cui viene tracciato, con un risultato segnico proporzionale al gesto della mano.




 
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