Torna alla home...
 

contributi

laboratorio

non toxic zone

artisti

news

links
 
Glossario della stampa d'arte



Collabora con noi

Aggiungi Printshow.it ai tuoi preferiti


 
   
 
 
 
 
13.09.2002 Il Baren David Bull
 

Il baren, per la sua incredibile semplicità e complessità, è il centro delle attività dell'artista che si occupa di stampa giapponese. Sceglierlo come simbolo della mia attività di xilografo è stato naturale. Non conosciamo nulla riguardo alle sue origini o su come si sia evoluto, inoltre sembra non ci siano somiglianze di alcun genere con strumenti da stampa di altri paesi. Fatto con pezzetti di carta e strisce di bambù è uno degli oggetti più sofisticati disponibili per gli artigiani stampatori.

Sul baren sono stati scritti interi trattati, ma finché non saranno tradotti dal giapponese questo breve sunto sarà sufficiente. Qui ci occuperemo soltanto del tipo hon, quello tradizionale, ma esistono strumenti più moderni.

Il baren tradizionale consiste di tre parti principali:
- il baren,una bobina di bambù intrecciato le cui proiezioni angolari pressano il pigmento nella carta da stampa
- l'ategawa, il disco che sorregge il rotolo intrecciato
- il takenokawala, guaina di pelle di bambù che tiene insieme tutto

Baren
Una bobina di bambù intrecciato... in queste cinque parole c'è tutta quella incredibile complessità! Fogli selezionati di shiradake (bambù bianco) sono tagliati in strisce lunghe circa 15 cm e larghe 10mm (ciò dipende dalla larghezza del foglio). Le strisce più esterne e più interne del foglio sono scartate. Dalle strisce rimanenti viene eliminato lo strato interno.Lo strato rimasto viene quindi scisso in sottili fili la cui larghezza è scelta in base alla forza desiderata del baren finale, una misura tipica è 2mm.
Un gran mucchio di questi fili (15mm x 2mm) viene ammorbidito strizzandolo in uno strofinaccio umido, dopo di che si inizia l'intreccio.Un chiodo è collocato su un piano, quattro fili sono bloccati ad un capo e annodati su questo.
Ciò che avviene è impossibile da descrivere a parole, i fili sono arrotolati insieme due alla volta in strette spirali, le due spirali risultanti sono quindi arrotolate tra loro.
I quattro fili di partenza sono tutti scelti di diverse lunghezze in modo tale che, quando uno finisce, può essere rimpiazzato da un altro inserito nella corda della spirale crescente.
Il processo continua con quattro fili nelle dita, arrotolando ciascun paio a turno e quindi arrotolati di nuovo insieme. Ho provato a farlo, credo ci sia bisogno di almeno 12 dita e anche altre dita libere per raccogliere e inserire i nuovi fili quando è necessario. Si deve raggiungere la lunghezza di 30 metri.
Quando è stata preparata abbastanza corda, circa 15 metri, si inizia a fare la bobina e a cucire a spirale circolare, è uno shi-ko (baren a quattro fili). Questo non è comune, è più usuale che il fabbricante di baren torni indietro al chiodo e arrotoli due di queste corde in uno yakko (baren a 8 fili).
Questo è il tipo standard, ma se si necessita di un baren molto potente, due di queste corde possono essere intrecciate in uno juu rokko (un baren a sedici fili). Si possono anche combinare un 8 e un 4 per fare uno juu nikko (12 fili).
La ragione per cui questi baren risultano più forti sta nel fatto che la treccia più diventa grossa, più il numero di punti di contatto con la carta diminuisce. Nel caso della bobina sottile a 4 fili, ci sono molti punti di contatto per centimetro e la pressione è inferiore su ciascun punto. Nella treccia a 16 fili sono assai meno i punti di contatto e la pressione è maggiore.
A complicare la questione, la forza del baren ultimato dipende dalla larghezza con cui le singole strisce sono state tagliate. Larghe strisce (3mm) risulteranno idonee per un potente baren, strisce strette (1mm) per uno più debole, ma fine. Io possiedo un baren a 12 fili regalatomi da un anziano stampatore ed è il più delicato e fine baren mai visto, grazie al fatto che le strisce originali furono tagliate molto strette. (Ciò significa che furono necessari molti più fili per realizzare la bobina, richiedendo un tempo molto lungo per completarlo).
Attualmente è questa bobina (il baren stesso) che pressa la carta nel blocco, ma prima di completare il lavoro, il fabbricante di baren deve fare altre cose.

Ategawa
Mentre il fabbricante di baren è impegnato con tutte le trecce, nello stesso tempo il retro del disco prende forma. Una forma di legno viene preparata con la faccia superiore scavata in modo tale da contenere la parte interna del disco desiderato.
Sopra a questo è posto un sottilissimo foglio di washi. Questo viene inumidito con succo di cachi e un altro foglio viene adagiato su di esso con la grana della carta disposta in una direzione differente rispetto al primo.
I due fogli vengono "bruniti" insieme (con il baren!) i bordi vengono attentamente pigiati dentro dopo di che la forma viene posta ad asciugare per 24 ore.
Il giorno successivo si ripete la procedura aggiungendo un altro foglio sempre con la grana posta in una direzione differente. Questo per i successivi due mesi finché circa 50 fogli verranno sovrapposti (chiaramente il fabbricante di baren lavora contemporaneamente a diversi ategawa).
Quando lo spessore desiderato verrà raggiunto si incollerà uno strato di seta finissimo. Quando questa sarà asciutta verrà accuratamente rivestita di lacca giapponese Urushi e quando anche questa asciutta e indurita lo ategawa sarà rimosso con attenzione dallo stampo.
La parte che fuoriesce viene ritagliata cosicché il disco è finito è pronto per l'uso. Questo sistema di costruzione multistrato ci dà un disco che è incredibilmente resistente ma che mantiene tuttavia una grande flessibilità. Utilizzando il baren si può sentire il blocco di legno tra il disco e la bobina intrecciata.

Takenokawa
Non si tratta delle foglie della pianta del bambù, ma della sottile pelle che riveste il fusto e che viene perduta dalla pianta ogni estate. Quella utilizzata proviene da una specie chiamata madake e mi raccontavano che i fornitori di questo materiale ricevono richieste di una qualità proveniente da una zona particolare del Giappone.
Poiché l'operazione di assicurare questi fogli attorno al baren è molto complessa e delicata ed essenziale al lavoro dello stampatore dedicherò un'ulteriore pagina all'argomento.
Per concludere menzionerò quale di questi strumenti utilizzo. Innanzi tutto un baren fine marca Gosho (8 fili) per i lavori più delicati e un 12 fili pesante per la gran parte delle mie stampe colorate. Inoltre ne ho uno multifilo molto fine (non potrei dire quanti fili ha realmente) per i lavori più delicati (stampare singoli peli ecc.) regalo di un vecchio stampatore.


David Bull su Printshow

In questa pagina (in giapponese!) alcune immagini dei baren fatti artigianalmente da Kikuo Gosho.
www.ne.jp/asahi/gosho/baren/newpage07.html

Questo www.woodlike.co.jp/index_en_frame.html è il sito della The Woodlike Matsumura Corporation a Tokyo specializzata nella vendita di strumenti per la xilografia giapponese.
All'interno anche un'animazione sull'uso del baren alla voce For beginners: how to move the baren.

 
visualizza l'immagine grande
 
 
visualizza l'immagine grande
 
 
visualizza l'immagine grande
 
 
visualizza l'immagine grande