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12.01.2004 Introduzione alla stampa d'arte tradizionale e contemporanea Chiara Giorgetti
 

Il seguente testo è parte integrante delle lezioni frontali tenute all'interno del corso di Tecniche dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.

Metodi e sistemi, le tecniche e i materiali usati.
Le tecniche sono sistemi che permettono di realizzare matrici da cui trarre delle stampe su carta o altro supporto idoneo, in seguito numerate e firmate dall'artista stesso. Quando si parla di tecniche dell'incisione e della stampa, si sottintende sempre la loro funzionalità rispetto ad un obiettivo da raggiungere: il risultato finale.
Il metodo scelto è legato al linguaggio e alle finalità dell'artista, questo significa principalmente che un'opera (anche di grafica) non deve essere giudicata in base alla tecnica adottata, ma per i contenuti espressi.

Tradizionalmente si identificano due tipi di incisione: quella in rilievo e quella in cavo.

  • incisione in rilievo - la matrice, generalmente in legno o linoleum, ma anche di metallo, viene scavata con strumenti adeguati: sgorbie, coltelli, bulini ecc. e inchiostrata in superficie con un rullo di gomma.
    La stampa viene eseguita con il torchio tipografico, ma talvolta anche con quello calcografico opportunamente regolato oppure con pressione a mano.
    Solo le zone e i segni lasciati in rilievo (risparmiati) vengono impressi sulla carta.
  • incisione in cavo - nell'incisione in cavo la lastra è in metallo (zinco, rame, ottone, acciaio, alluminio...) o in materiale plastico e può essere incisa direttamente con l'uso di punte o indirettamente mediante l'uso di acidi e mordenti.
    L'inchiostro penetra nei segni incisi mediante tamponi e spatole di plastica; successivamente la superficie è pulita con una tarlatana. La stampa avviene mediante un torchio a cilindri (calcografico).
Quando si parla di incisioni dirette (maniere dirette) si intende realizzate senza uso di acidi e/o mordenti. Ci si riferisce a matrici realizzate a puntasecca, bulino, mezzatinta, punzone... ma anche ad interventi eseguiti con punte appropriate inserite nel trapano elettrico.

Con incisione indiretta (maniera indiretta) si intende un lavoro fatto utilizzando acidi e/o mordenti (acido nitrico, per cloruro ferrico, mordente olandese, mordente bordeaux » www.printshow.it/non/201202a.asp) o per mezzo dell'incisione galvanica » www.printshow.it/lab/220302a.asp.
Le matrici realizzate ad acquaforte, acquatinta, cera molle, maniera allo zucchero e tutte le varie maniere pittoriche in generale, sono da considerarsi incisioni indirette.

Da anni si utilizza il trasferimento di immagini su metallo, come il toner tranfer, così come si realizzano matrici mediante la fotoincisione, anche questi procedimenti utilizzano gli acidi.

Nella stampa d'arte si parla di stampa tirata da matrice in cavo e stampa da matrice piana, nel primo caso la stampa sarà del rilievo o delle parti incise della matrice, nel secondo ci si riferisce invece alla litografia e alla serigrafia.

Nella litografia il lavoro è realizzato su una matrice di pietra calcarea finissima, ma anche su lastre di metalli porosi, soprattutto di zinco, sulle quali il disegno viene tracciato o trasportato con materiale grasso (matite, gessetti, inchiostri).
In commercio esistono matrici e pellicole polimeriche che permettono il trasporto del disegno e/o dell'immagine creata dall'artista che viene poi stampata in modo litografico. Con queste pellicole, l'artista può creare anche interamente il lavoro al computer.

Nella stampa serigrafica si fa passare l'inchiostro attraverso un tessuto di seta (oppure vari tipi di nylon o tessuti composti da fili sottilissimi di acciaio) a trama rada fissato a un telaio di legno (o metallo) e reso impermeabile nelle parti che non devono essere stampate.
La preparazione dei telai può avvenire in diversi modi: con un disegno diretto sul telaio con pastelli o inchiostri per serigrafia, con carte speciali da intaglio e, più comunemente, con gelatine e liquidi sensibilizzatori in seguito impressionati alla luce di lampade.

Il monotipo è un unico esemplare a stampa. La matrice del monotipo non presenta né tagli né morsure, il disegno viene tracciato dall'artista direttamente sulla superficie con pennelli e altri strumenti. Come in ogni stampa, la composizione risulta rovesciata rispetto al foglio. Senza altre aggiunte di inchiostro, se ne traggono, qualche volta, una seconda e una terza prova che diventano sempre più sbiadite. Il supporto-matrice può essere metallo, vetro, legno, plexiglas o altro materiale duro e liscio, oppure leggermente poroso.

I metalli e i materiali plastici nella calcografia
Nell'incisione calcografica si usano generalmente il rame e lo zinco (rame crudo, cotto o elettrolitico, oppure zinco o zinco rigenerato), metalli che possiedono i requisiti migliori per questo genere di lavori. Tuttavia si usano e si sono usati in passato altri metalli come l'argento, il ferro, l'ottone, l'acciaio e l'alluminio.

Il rame, per la sua compattezza e resistenza alle ossidazioni e all'usura della stampa e del tempo, è il metallo più adatto a stampare un numero elevato di copie.
Lo zinco, pur essendo meno resistente del rame, ma anche più economico e duttile, è oggi il metallo più usato nei laboratori di calcografia. Essendo meno duro del rame consente una più rapida morsura e una minore difficoltà nella correzione degli eventuali errori.
Sia il rame che lo zinco si trovano in grandi lastre presso i grossisti, oppure già tagliati e lucidati per l'incisione nei negozi di belle arti.
Lo spessore ideale della lastra di metallo, per incisione calcografica, varia dagli 8/10 mm a 1 mm, è necessario comunque tener conto delle dimensioni delle singole lastre, che per quanto possibile, debbono essere rigide.
In particolari casi può essere necessaria una lastra con spessore superiore, anche 2 mm 2,5 mm, come per esempio, nei lavori progettati per la stampa con il metodo della viscosità.
Un altro supporto che può essere facilmente usato è il plexiglas si tratta di un materiale plastico trasparente e infrangibile prodotto in fogli di vario spessore.
Lo si può incidere direttamente con punte e strumenti, oppure, grazie alla sua malleabilità, si possono creare campiture ruvide più o meno incise con carte abrasive di diversa grana. Inoltre, grazie alla trasparenza, permette di leggere il bozzetto del proprio lavoro appoggiando la matrice direttamente sul disegno.
Sottili fogli di laminato plastico, P.V.C. o altro materiale sintetico, offrendo buone doti di resistenza possono essere impiegati come matrici per rullate di colore nei fondini, sagomate secondo necessità.
Nella collografia si impiegano vari materiali come supporto per la realizzazione di matrici.

Strumenti e attrezzi base
Gli strumenti usati variano molto secondo le esigenze di lavoro, in commercio si trovano attrezzi più o meno costosi, fabbricati con acciaio di diverse qualità. si consiglia sempre di acquistarne pochi e, solo in un secondo tempo, conoscendo le proprie necessità, comprarne altri migliori e/o fabbricarsene da soli.
    Indicativamente si possono considerare strumenti base:
  • il raschietto, utensile usato per raschiare la superficie del metallo, con spigoli affilati e taglienti
  • il brunitoio, strumento in acciaio arrotondato nei margini e perfettamente lucido è usato per abbassare o livellare il metallo
  • la puntasecca, attrezzo a punta di acciaio o di diamante. Molto affilato si usa per incidere direttamente la matrice
  • le punte d'acciaio, in varie misure e fogge, non necessariamente troppo affilate, usate per tracciare immagine e lavoro sulla matrice preparata con vernice acido resistente
  • la lima dolce per metallo, per smussare i bordi della matrice
    ma chiaramente in relazione al tipo di lavoro sono da considerarsi basilari molti altri strumenti, per esempio:
  • la mezzaluna, o rocker, berceaux, attrezzo con il lato inferiore arrotondato a forma di mezzaluna, che presenta dei solchi fitti, paralleli molto affilati e appuntiti utilizzato nella maniera nera
  • il bulino, strumento di acciaio affilato di sezioni diverse: quadrata, triangolare, a losanga...
  • il trapano elettrico, quello piccolo usato dai modellisti con punte e frese diverse per incidere il metallo o il plexiglas, quello normale, grande, con montati su dei tamponi per lucidare la lastra
  • il pirografo, per disegnare, con una punta metallica arroventata, su legno
  • la punta d'agata, in varie forme si usa per brunire e lucidare la lastra di metallo
  • e ancora il punzone, la rotella, la Pietra Arkansas...
Per la xilografia sono materiali base le sgorbie, i coltelli , i bulini, il cutter... oltre naturalmente alla matrice in legno o linoleum.
Nella litografia le matite grasse, i pomicini, inchiostro e pennelli...

Per la calcografia gli strumenti necessari sono davvero moltissimi, dal momento che la matrice si costruisce per sovrapposizione e incollaggio di materiali: dalle carte da parati ai nastri adesivi, le colle, il carborundum, il medium acrilico, colore spray alla nitro...

Nella fotoincisione, gel o superfici fotosensibili, pennarelli coprenti...

Per il toner transfer, solventi, pellicole di acetato, cutter...

Per maggiori dettagli su queste ultime si rimanda alle pagine delle relative tecniche.

Per iniziare: l'incisione calcografica
    I materiali da procurarsi per un lavoro di incisione calcografica sono:
  • una lima per metallo,
  • carte abrasive fini e finissime,
  • detergente sgrassante (tipo cif o sgrassatore spray),
  • inchiostro calcografico da incisione,
  • guanti in lattice,
  • spatola di gomma per inchiostrare, o cartone rigido,
  • tarlatana (tessuto in garza apprettata),
  • carta da stampa di cotone 100%,
  • solvente atossico (vedi www.printshow.it/non/300102e.asp e www.printshow.it/non/300102c.asp),
  • spatole e coltelli in metallo per mesticare l'inchiostro.
Prima di iniziare il lavoro è conveniente avere un progetto quanto più possibile completo, in modo da avere ben chiaro il risultato che si vuole raggiungere, scegliendo così i materiali e le modalità di lavoro più idonei.




 
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