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18.03.2004 La Collezione Peruzzi Redazione
 

La Collezione Peruzzi di Milano raccoglie oltre 100 opere seriali di alcuni fra i maggiori artisti italiani del secondo Novecento appartenenti all'area informale, all'arte povera e al concettuale. In occasione della mostra che si inaugurerà sabato 24 aprile al Centro di attività espressive Villa Pacchiani a Santa Croce sull'Arno abbiamo visitato la collezione e incontrato il collezionista, Vittorio Peruzzi.

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Come nasce l'idea di formare una Collezione di opere seriali dedicata ai protagonisti dell'arte italiana moderna e contemporanea ?

VP
La passione per l'arte figurativa, unita al desiderio di vivere circondato da belle cose, sono state l'elemento generante. La scelta di collezionare opere multiple è determinata, molto banalmente, dalle mie disponibilità economiche: l'impossibilità di collezionare opere uniche di grandi artisti. Certo, l'alternativa avrebbe potuto essere quella di dedicarmi ai giovani artisti, oppure di comperare due o tre pezzi unici, piccoli, di un grande artista. Il desiderio di poter avere in casa le opere di artisti internazionalmente riconosciuti e il piacere di poter acquistare con continuità, frequentando le aste, le gallerie, i mercanti e altri collezionisti, maturando i miei gusti e riorientando le mie scelte per sviluppare un progetto organico di collezione, hanno determinato la decisione di dedicarmi alle opere moltiplicate. Quando ho iniziato a acquistare, alla fine degli anni 70 con i primi risicati stipendi, le scelte erano molto più eclettiche e legate principalmente al mio gusto del momento e all'occasione che mi si presentava. Il concentrarmi sugli artisti italiani informali, poveri e concettuali è stata una scelta maturata nel tempo e legata alla mia crescita culturale, sviluppata con la frequentazione dei maggiori musei d'arte moderna e contemporanea del mondo (sia per lavoro che per diletto viaggio molto), delle gallerie e delle mostre, nonchè, naturalmente, con lo studio.

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La scelta degli artisti da collezionare e l'opera da acquistare come vengono decisi?

VP
Gli artisti sono selezionati sulla base della loro effettiva riconoscibilità internazionale e dell' organicità all'area di appartenenza, in modo da soddisfare il progetto di collezione: rappresentare in modo esaustivo i movimenti e gli artisti italiani che si pongono ai massimi livelli per originalità e capacità propositiva rispetto al panorama delle avanguardie internazionali della seconda metà del Novecento. Certo, la scelta è inevitabilmente soggettiva: per esempio, mancano dalla Collezione movimenti e artisti importanti, come la Scuola Romana e, soprattutto, la Transavanguardia, che non amo e ritengo sopravvalutati.
La scelta delle opere dipende dalla produzione dell'artista: ci sono artisti che hanno realizzato una vasta scelta di opere e altri che si sono dedicati poco all'arte moltiplicata.Nel primo caso cerco di selezionare i migliori risultati raggiunti dall'autore: per esempio, l'acquaforte "Cretto Bianco", l'acquaforte "Combustione 1963-64" e la litografia acquaforte "Grande Nero 1970" di Burri, il decoupage in alluminio rosso e l'acquaforte nera con buchi del 1963 di Fontana, la grande acquaforte "Controcanto" di Afro, le tre litografie del "Trittico"di Kounellis, le due litografie sovrapposte e incorniciate in ferro e le 14 litografie dell'erbario di Merz, le 33 litografie "33 Erbe" di Penone o le 11 serigrafie "Leggere" di Anselmo sono sicuramente tra le opere più valide di questi artisti. Nel secondo caso l'occasione è determinante.

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Le tecniche di esecuzione delle opere della Collezione sono le più diverse, dimostrando che questo aspetto non è stato considerato centrale per la loro scelta.

VP
E' vero. La Collezione non è la classica raccolta di grandi incisori o litografi, ma di opere multiple di artisti fondamentali nella storia dell'arte.

La validità di un'opera moltiplicata non risiede nella tecnologia di esecuzione, ma nella sua particolarità e nella rappresentatività dell'autore. Certo, non voglio affermare che una semplice stampa fotolitografica si possa considerare un'opera originale, ma una stampa fotolitografica con interventi litografici e di collage come, per esempio, "Ettore tu sei riflessivo e prudente al pari di Zeus: ascolta" di Kounellis è sicuramente un'opera valida e rappresentativa dell'arte del suo autore al pari di una acquaforte di Morandi. Esistono ormai moltissime tecniche esecutive, soprattutto nelle stampe degli artisti informali (basta pensare alle combustioni di Burri o a certe opere di Tapies), tanto che non ha più senso applicare la tradizionale scala di valore della stampa originale (acquaforte, litografia, xilografia, serigrafia, con le loro varianti in relazione al materiale della matrice) e del numero di fogli stampati, per giudicare la validità di un'opera moltiplicata, anche se sicuramente la tecnica di esecuzione, il numero di esemplari dell'edizione, la catalogazione e la riproduzione su libri, lo stato dell'opera influiscono in maniera sostanziale sul valore commerciale, unitamente, come ovvio, al mercato dell'autore (prolificità, vivente, fama, pubblico).

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Come valuta la situazione della grafica in Italia?

VP
Non si può negare che, mentre il mercato dell'arte, soprattutto contemporanea, sta dando importanti segnali di ripresa, quello della stampa d'arte e, più in generale, dell'opera moltiplicata, continua a contrarsi. Negli anni 80 era una pratica molto diffusa acquistare grafica per abbellire le pareti del soggiorno di casa, magari solamente con le litografie degli autori più commerciali: mi ricordo che in Finarte si battevano due sedute d'asta all'anno dedicate esclusivamente alla grafica. Le ragioni della crisi sono molteplici e non desidero approfondirle, anche se si può affermare che la crisi economica ha colpito in maniera decisiva questo tipo di mercato, insieme alla sua delegittimazione causata dal diffondersi del concetto che la stampa d'arte sia una riproduzione e non un'opera moltiplicata originale (molti i colpevoli). Il rilancio del settore passa, a mio avviso, attraverso una forte opera da parte di tutti gli operatori e gli appassionati con la promozione di mostre specializzate, la valorizzazione delle importanti istituzioni dedicate alla stampa d'arte presenti in Italia, la divulgazione attraverso la stampa specializzata e non (occorre saper fare lobbing), il diffondersi anche su Internet di siti ad essa dedicati, importanti come Printshow.it, ma anche più modesti come quello da me realizzato. Un punto di arrivo di uno sforzo comune potrebbe essere quello di organizzare una Fiera annuale esclusivamente dedicata all'opera moltiplicata (non occorrono grandi numeri per cominciare).

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Ho notato dal sito internet della Collezione la presenza di una attività di promozione e divulgazione.

VP
La Collezione cerca di contribuire alla divulgazione dell'arte italiana moderna e contemporanea, dando, ovviamente, particolare attenzione alla grafica e ai multipli. Si è creato un gruppo di amici intelligenti e interessati all'arte che partecipano alle iniziative. La volontà è quella di sviluppare maggiormente queste attività attraverso lo strumento Internet per coinvolgere più appassionati e creare una rete di collegamenti con altri operatori e collezionisti e fornendo contemporaneamente dei servizi utili (la lista di collegamenti a istituzioni e operatori che si occupano di arte italiana moderna e contemporanea presente nel sito della Collezione ritengo sia la più completa disponibile).

La Collezione sarà esposta nella mostra "La Collezione Peruzzi - grafica e multipli di arte italiana informale, povera, concettuale"

Inaugurazione sabato 24 Aprile alle ore 17, chiusura il 22 Maggio presso il Centro di attività espressive Villa Pacchiani - Santa Croce sull'Arno (Pisa)
orario feriali e festivi 16.30 - 19.30 - (chiusura il lunedì).

www.collezioneperuzzi.it

 
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