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16.09.2010 Maurizio Cattelan: grafica e multipli alla Collezione Peruzzi Chiara Giorgetti
 

Vittorio Peruzzi è un appassionato collezionista di grafica e multipli, sabato 18 e domenica 19 settembre 2010 aprirà le porte della sua collezione in occasione della mostra Maurizio Cattelan: grafica e multipli.
Abbiamo intervistato Peruzzi anni fa in occasione della mostra della sua collezione al Centro di attività espressive Villa Pacchiani a Santa Croce sull'Arno, a distanza di 6 anni rivolgiamo qualche altra domanda a Peruzzi.

La mostra Maurizio Cattelan: grafica e multipli è una bella occasione per visitare la sua splendida collezione. A distanza di tempo l’entusiasmo nel collezionare opere seriali di arte contemporanea non sembra affatto cambiato, sono cambiate altre cose? (per esempio il criterio di scelta).
La passione è immutata e una maggior (sempre relativa) disponibilità economica mi ha permesso di effettuare numerose e importanti acquisizioni. Il criterio di scelta è immutato: opere grafiche e multiple di artisti italiani di assoluto valore internazionale, ma che mi piacciano (ad esempio, non ho mai acquistato transavanguardisti e romanisti e mi sembra che, con il sedimentare del tempo, il sistema dell’arte mi stia dando ragione).
Quella che è accresciuta è l’ambizione di voler incidere sul sistema dell’arte e questa mostra, che sta suscitando una grande attenzione, si muove in questa direzione, così come il progetto di una mostra sull’opera moltiplicata dell’ Arte Povera.


A proposito delle opere di Maurizio Cattelan nell’introduzione al catalogo della mostra lei scrive: l’originalità e la raffinatezza delle irridenti provocazioni del grande burlone sono trasmesse con la medesima efficacia delle sue opere uniche. A suo parere nell’epoca del video e della fotografia, presenti copiosamente nelle collezioni di musei e gallerie, è possibile che in Italia ci sia ancora chi distingue tra qualità dell’opera unica e multiplo?
Nel mercato dell’arte seriale, che è poi il motore per lo sviluppo di questa forma d’arte, è il tema centrale: affermare la validità dei lavori moltiplicati, in antagonismo ai detrattori che la considerano una semplice operazione commerciale basata su lavori e tecniche che non hanno la caratteristica dell’originalità, tesi che spesso, purtroppo, ricevono sostegno da parte di operazioni spregiudicate di editori ed artisti (ad esempio, il caso delle decine di migliaia di riproduzioni di opere di Rotella, presentate come opere seriali originali solo perché firmate e numerate). Questa mostra vuole affermare che un’opera moltiplicata, quando viene pensata e realizzata dall’artista per essere tale, non ha nulla da invidiare rispetto ad un’opera unica dello stesso artista quanto a validità espressiva ed originalità. Io spesso ricordo ai detrattori il caso delle sculture fuse che sono considerate opere uniche quando in realtà sono opere moltiplicate (il mercato e il sistema dell’arte discutono se il numero massimo di fusioni ammesse per essere definite opere uniche sia 2, 3, 5 o 9).

Nella mostra sono presenti lavori che ci fanno sorridere e allo stesso tempo ci lasciano sgomenti, come l’immagine del Bel Paese, altri che sono spunto di riflessione proprio sul mercato dell’arte come Picasso che accoglie i turisti in una specie di Disneyland al MoMa di New York. Come è nata la passione verso Cattelan?
Leggendo le riviste d’arte come Flash Art o visitando fiere come Artissima, dedicate al contemporaneo più contemporaneo, viene da porsi la domanda che dopo Duchamp è il nodo attorno a cui ruota il concetto di Arte: “Ma mi prendono per i fondelli?”.
La risposta che mi sono dato, senza tema di essere incluso tra la sterminata massa dei qualunquisti ignoranti d’arte, è “Si !”, tranne poche eccezioni. Cattelan è una di queste. Girando per i padiglioni di Artissima, o per la sezione contemporanea delle altre fiere, la conferma è immediata e la distinzione con i pubblicitari sensazionalisti travestiti da artisti, grossolani e volgari, appare inequivocabile: l’intelligenza e la misura della provocazione con la quale Cattelan trasmette i messaggi ti colpisce e conquista immediatamente.


Domanda già fatta anni fa, come valuta la situazione della grafica in Italia?
Complici praticamente tutti, a cominciare dagli artisti, la situazione della grafica, intesa nella comune accezione di arte seriale, è sconfortante. Il mercato è sempre più contratto, anche a causa della situazione economica generale e del suo impatto sul mercato dell’arte in generale. Anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti assistiamo a una contrazione, ma di una situazione ben diversa: le opere moltiplicate sono considerate effettivamente una delle forme di espressione di un artista. Chi compra un’acquaforte di Bacon (stupende) compra un Bacon originale.
Io sono convinto che attraverso mostre e iniziative, anche piccole come la nostra mostra di Cattelan, si possa svegliare il mercato della grafica in Italia.



Info: www.collezioneperuzzi.it

 
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