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14.04.2003 Doni. Le plaquettes di Fabrizio Mugnaini Adele Testa
 

J'aime Ies nuages... les nuages qui passent... là-bas.. .là-bas...
les merveilleux nuages!

Charles Baudelaire

Quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!

Bertolt Brecht

Le quiete carte magiche di Fabrizio Mugnaini meriterebbero solo il silenzio e il pudore dello sguardo e l'attenzione che si deve ad una vocazione che, prima di tutto, appartiene alla civiltà di chi a loro si dedica con dedizione e devozione dalla parte dell'umiltà consapevole, seguendo un sentiero che va nella direzione del senso e della misura e predilige le vie segrete che allontanano da una contemporaneità feroce come l'attuale. Fiori d'un giardino senza tempo, quei formati si affiancano, gli uni agli altri, nel nitore e nell'aristocratica semplicità delle pagine, dei versi e delle prose, dei contributi artistici che ormai, dal 1992, formano una particolarissima e ricca galleria di presenze così come, distinte e vicine, si possono udire le "voci" degli autori che agli inchiostri sapienti di Mugnaini hanno affidato le loro parole perché viaggiassero nell'unica direzione consentita, verso il futuro dei giorni, navicelle nel mare di un sogno, lo stesso che lega lui ai suoi compagni di strada in una fedeltà non conclamata, ma tessuta finemente e con tenacia dalle armonie della durata e della bellezza che non si esibisce.

La valenza di quest'opera - anacronistica perché contraddice forme, tendenze e modi dell'epoca prediligendo una moderna classicità essenziale come il suo monogramma che cifra le copertine - cresce dentro un universo disarmonico in cui la vita offesa è quasi un refrain doloroso che accompagna lo scandirsi quotidiano dei minuti. Mugnaini oppone al negativo la fiducia in ciò che guarda alla vocazione del tempo, ai suoi plurali alfabeti, ai segni, alle diverse età dei convocati con la precisa volontà di definire un paesaggio di mutevoli geografie consonanti, anni e nomi che dimorano nelle stanze di un familiare ritrovo in cui la solidità dei sostantivi resiste alla crudeltà degli eventi che sfregiano e insultano il mondo e la storia degli uomini.

L'identità di un'editoria d'arte come questa si esprime attraverso l'evidenza dei libretti, nella scansione assoluta ed essenziale come una testimonianza senza aggettivi affidata alla riconoscenza dei destinatari. Ogni pubblicazione si qualifica come evento e, dell'evento, possiede l'intensità e il grado di stupore e meraviglia, di novità e ingegno, se si pensa a certe necessarie invenzioni, a certi accorgimenti; ogni "capitolo" proviene dall'esigenza primaria di offrire a se stesso il piacere di un incontro tra la parola e il segno sposando gli elementi in una perfetta congiunzione di pianeti, nella piccola cosmogonia chiusa in poche pagine tenute dall'inconfondibile veste di eleganza sobria.

L'alfabeto dei cognomi è lungo e fitto come il calendario delle date che segnano il decennio da poco concluso e il nuovo appena avviato, sempre sotto l'egida amorosa di Luna e Gufo, gli angeli curatori, tra il cielo e il ramo, di quei gentili doni che è perfino bello guardare nello scaffale, fianco a fianco, nella pazienza che li accomuna. Ecco, una dote di questo "servizio" reso al garbo e alla qualità è costituita dall'assenza dell'ansia che è ormai il comune denominatore dell'esistenza, la vertigine di uno sperpero e di una spesa dedicati al niente. Mugnaini propone la sosta, una vacanza che implica l'ascolto e lo sguardo, quel tanto di ancora possibile contemplazione che spegne le furie e le fughe, che salva dal precipizio e dal fuoco in cui ardono gli istanti del vivere di ognuno.

Le artigiane magie dei suoi "mastri" e la sapiente orchestrazione guidano altrove, scelgono per noi la via diversa che tocca altri paesi del viaggio, altre stagioni in cui è possibile riconoscere pronunce e lingue, visioni e immagini, la primizia di suoni e odori nascosti. Nessun sodale di Mugnaini affida a lui lavori minori o secondari. C'è una non dichiarata consegna che chiama preziose gemmazioni, fioriture uniche, privilegi di serra e il catalogo conferma la varietà degli insiemi, le sintonie, gli equilibri, la grazia del consenso che ogni plaquette strappa non appena s'illumina della sua luce, di quel chiarore intatto che racchiude la modernissima antichità di un mestiere che fieramente fa a meno delle più sofisticate ingegnerie dell'epoca e si affida ancora, finché c'è carta, al beneficio raro dell'arte. Testo della mostra Finché c'è carta, Biblioteca Salita dei Frati, Lugano.

Poeti e incisori presenti nelle Edizioni di Fabrizio Mugnaini
Tolmino Baldassari, Simone Bandirali, Mariella Bettarini, Roberto Carifi, Luciano Caruso, Anna Cascella, Alberto Casiraghi, Maria Teresa Castellana, Giancarlo Consonni, Vittorio Cozzoli, Nicola Dal Falco, Nedo Damiani, Luciano De Giovanni, Mary De Rachewiltz, Eugenio De Signoribus, Pasquale Di Palmo, Roberto Dossi, Franco Facchini, Pia Ferrari, Gianni Fucci, Fabio Galli, Gabriele Ghiandoni, Amedeo Giacomini, Gian Franco Grechi, Philippe Jaccottet, Paolo Lanaro, Paolo Lezziero, Franco Loi, Luciano Luisi, Mario Luzi, Giorgio Luzzi, Dante Maffia, Pino Mantovani, Gian Ruggero Manzoni, Giuseppe Marcenaro, Biagia Marniti, Alda Merini, Nicola Micieli, Giampiero Neri, Nico Orengo, Roberto Piumini, Marina Pizzi, Fabio Pusterla, Silvio Ramat, Mario Rigoni Stern, Piero Rinaldi, Roberto Roversi, Adriano Sansa, Angelo Scandurra, Francesco Scarabicchi, Mario Sodi, Alessandro Trasciatti, Gian Mario Villalta.
Mario Avati, Ezio Bartocci, Pasquale Basile, Enzo Bellini, Giorgio Bertelli, André Beuchat, Gaetano Bevilacqua, Antonio Bobò, Luciano Bongiovanni, Adalberto Borioli, Livio Ceschin, Mario Chianese, Enrico Della Torre, Franco Dugo, Vladimiro Elvieri, Francesco Franco, Renzo Galardini, Mario Guadagnino, Giampiero Guerri, Nunzio Gulino, Lanfranco Lanari, Enzo Maiolino, Luigi Mariani, Romano Masoni, Simonetta Melani, Albino Palma, Lucio Passerini, Giordano Perelli, Pompeo Pianezzola, Pierluigi Puliti, Lanfranco Quadrio, Luciano Ragozzino, Alberto Rocco, Raimondo Rossi, Paola Sapori, Gianfranco Schialvino, Giacomo Soffiantino, Guido Strazza, Pietro Tarasco, Eugenio Tomiolo, Giovanni Turria, Walter Valentini, Giancarlo Vitali.


Nel 1992 nasce il progetto editoriale Luna e Gufo, dietro il logo Fabrizio e Daniela Mugnaini. Da allora con fedele cadenza vengono consegnati alle stampe, esemplari numerati che condensano poesia e grafica inedite nella sobria veste tipografica che li contraddistingue. La distribuzione assolutamente gratuita delle plaquettes è offerta dall'editore che afferma :"in un tempo dove non si conosce il vicino di casa, i libri sono per me uno strumento essenziale per comunicare a distanza".
Espressione di una volontà che nel suo perdurare assume i tratti di un'autentica vocazione. Le plaquettes di Fabrizio Mugnaini sono edite a tiratura limitata, da un minimo di 330 copie ad un massimo di 450.Concepite come doni, omaggi ad amici vecchi e di nuova data, per sottolineare un incontro, un'intesa, la passione comune per il libro, il gusto per il bello, il raro. Il lavoro amatoriale di questo piccolo editore toscano è tutto artigianale. Indifferente alle logiche di mercato, in un'epoca segnata dalla digitalizzazione testuale, riprende antiche tradizioni e tecniche secolari. I libri sono di piccolo formato 16,5 x 16,5 cm; due fogli quadrati ripiegati in quattro per ottenere otto facciate per il testo letterario, generalmente una poesia, l'incisione e le didascalie; una copertina in cartoncino monocolore sottolinea la continuità del progetto editoriale.

 
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