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12.11.2007 Appuntamenti con la grafica di Matisse a Carpi Redazione
 

Si è inaugurata sabato 10 novembre presso lo Spazio espositivo della Biblioteca multimediale Arturo Loria di Carpi la mostra, curata da Michele Tavola, Matisse illustratore.
La mostra sarà aperta fino al 17 febbraio 2008 con orario: lunedì 14-20 e dal martedì al sabato 9-20; domenica 15-19.
Parallelamente alla mostra si svolgeranno le Domeniche con Matisse - Conversazioni d'arte presso l'Auditorium della Biblioteca alle ore 17,00 con il seguente calendario:
  • Domenica 18 novembre
    Matisse artista, Matisse illustratore
    Relatore Michele Tavola


  • Domenica 25 novembre
    La classicità nell'arte del Novecento
    Relatrice Elena Pontiggia


  • Domenica 2 dicembre
    Il libro d'artista nel Novecento
    Dialogo tra Sandro Parmiggiani e Corrado Mingardi
Ad ogni incontro seguirà la visita guidata alla mostra, l'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
La mostra costituisce un evento unico e prestigioso per la città di Carpi sono esposte circa settanta opere grafiche originali di Henri Matisse. Nel primo decennio del Novecento fu a capo del movimento dei Fauves e diede vita a una delle più innovative rivoluzioni pittoriche dell'epoca moderna.
Nella vasta e articolata produzione artistica di Matisse, i libri illustrati ricoprono un ruolo di fondamentale importanza, pur essendo, ancora oggi, l'aspetto della sua attività meno noto al grande pubblico.
Il fiore all'occhiello dell'esposizione sono i venti fogli di Jazz, che brillano per i loro straordinari colori. Realizzato con la particolare tecnica dei papiers découpés, Jazz è il capolavoro della maturità di Matisse, pubblicato nel 1947 da Tériade, il geniale editore di origine greca che diede alle stampe molti dei più importanti libri d'artista del secolo scorso.
Il percorso si apre con le incisioni per le Poésies di Stéphane Mallarmé, edite nel 1932 dall'allora giovanissimo Albert Skira. La purezza della linea e la semplicità del gesto sono gli elementi distintivi di queste splendide acqueforti.
Le elegantissime stampe su linoleum che ornano la Pasiphaé di Henry de Montherlant, apparsa nel 1944, presentano un fondo nero e profondo, solcato da segni bianchi di impressionante forza espressiva.
Infine si potranno ammirare i raffinati florilegi creati da Matisse per impreziosire l'edizione dei Poèmes di Charles d'Orléans, una delle ultime creazioni dell'artista.

La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Ets con saggi di critici d'arte e la riproduzione di tutte le opere esposte.

Pubblichiamo dei brevi stralci dall'interessante testo in catalogo del curatore Michele Tavola.

… Questa mostra presenta quattro tra i più bei libri che egli abbia mai realizzato, capolavori molto diversi l'uno dall'altro: per argomento, per stile e per tecnica. Si parlerà diffusamente delle opere esposte, ma per meglio comprendere l'argomento che più ci sta a cuore è opportuno fare un passo indietro e ripercorrere velocemente il suo rapporto con la grafica d'arte.

Matisse non fu solo l'artista del colore, ma anche e soprattutto della linea. E' la linea che crea le forme, il mondo visibile, ed è la diretta conseguenza delle idee, del pensiero. L'acquaforte, la puntasecca, l'acquatinta, la litografia e il linoleum sono il territorio del bianco e nero, sono il luogo in cui il tratto è sovrano incontrastato e costruisce le figure con la sua forza, con la sua purezza.
L'artista lavorò le sue prime matrici di rame alla puntasecca, tra il 1900 e il 1903. Il numero uno del catalogo dell'opera incisa è un autoritratto di impostazione piuttosto tradizionale, di cui si conoscono quattro diversi stati. Questa prima stampa sembra essere una vera e propria dichiarazione di intenti. Matisse, infatti, ritrae se stesso nell'atto di incidere una lastra di rame, utilizzando come modello per la composizione un autoritratto all'acquaforte di Rembrandt, datato 1648: con quest'opera allo stesso tempo si professa incisore e si paragona a uno tra i più grandi maestri dell'acquaforte di tutti i tempi.

… Tra il 1913 e il 1916 riprese a lavorare assiduamente alla creazione di litografie e incisioni su rame, nelle quali compaiono prevalentemente volti e ritratti. Ma questa fu soprattutto la stagione dei monotipi, di altissima qualità, in cui il disegno è costituito da segni di luce potenti e stilizzati che si stagliano su un fondo nero e uniforme. Il tratto bianco che taglia la superficie scura anticipa di venticinque anni le splendide incisioni su linoleum, con le quali verranno realizzate le illustrazioni per la Pasiphaé di Henry de Montherlant. I monotipi rappresentano prevalentemente nature morte e volti, qualche nudo. Le due versioni della Piccola ciotola (Duthuit-Matisse 1983, nn. 349-350) raggiungono una tale essenzialità da sembrare composizioni astratte.

… Nel 1938 scoprì l'incisione su linoleum, in cui, come nei monotipi, la linea è bianca e lo sfondo nero, ma in questo caso il segno si fa più largo, più netto, più fluido. Tra il 1946 e il 1952 eseguì circa cinquanta incisioni all'acquatinta, con un tratto ampio e morbido, dall'effetto quasi pittorico. L'acquatinta è utilizzata in purezza, senza il supporto di acquaforte o puntasecca per delimitare i contorni delle figure e tracciare il disegno, come aveva già fatto in maniera esemplare Georges Rouault, amico di Matisse fin dall'ultimo decennio dell'Ottocento, quando entrambi frequentavano la classe di pittura di Gustave Moreau.

… Nel 1947 il mondo conobbe Jazz, il libro d'artista più rivoluzionario del secolo, e fu immediatamente un successo eclatante che sorprese tutti. Matisse per primo, che rimase addirittura infastidito da tanto clamore e arrivò a scrivere a Tériade: "Questo giocattolo da un soldo mi stanca e tutto il mio essere si rivolta davanti alla sua importanza invadente!". Con Jazz, la cui gestazione era iniziata nel 1941, il colore entrò prepotentemente nelle illustrazioni di Matisse che, fino a quel momento, si era attenuto alla monocromia. Il "libro fiore", come lo definì l'editore, nacque dalle carte ritagliate e fu composto con la tecnica del pochoir. In questo catalogo è stato trascritto integralmente il testo, costituto da una serie di riflessioni dell'artista sulla vita e sull'arte. I caratteri a stampa vengono abbandonati per lasciare spazio alla grafia dell'autore, conferendo al libro il sapore del manoscritto. La stessa idea, semplice e geniale, venne applicata a Le chant des morts di Reverdy e Picasso, apparso solo un anno più tardi e concepito contemporaneamente a Jazz. E' facile intuire quanto sia stata influente la regia occulta di Tériade nella creazione di questi due capolavori: le loro affinità strutturali e concettuali, infatti, sono troppo forti perché possano essere attribuite al caso.

… Negli anni Cinquanta, fino alla sua morte, l'artista continuò a eseguire litografie, incisioni su rame e linoleografie che vennero accorpate a edizioni a stampa. Ma i Poèmes, che chiudono il percorso espositivo di questa mostra, furono di fatto la sua ultima grande architettura in forma di libro.


Matisse illustratore
Biblioteca multimediale Arturo Loria
via Rodolfo Pio 1
da martedì a sabato 9.00/20.00 - lunedì e domenica 15.00/20.00
email. biblio.carpi@cedoc.mo.it - biblioteca@carpidiem.it

Catalogo edito da Ets con saggi di Michele Tavola, Elena Pontiggia, Corrado Mingardi, curatore delle schede tecniche, con foto di Giorgio Giliberti.