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07.11.2008 Per filo e per segno. Il Laboratorio di Nola Antonio Autieri
 

Nell'ambito della rassegna di arte, letteratura, poesia e musica Sagge sono le Muse - intermezzo 2008 a cura di Flaminio Balestra e Massimo Balestra, Vittorio Avella e Antonio Sgambati, titolari dell'officina calcografica "IL LABORATORIO di Nola", presentano a Longiano una scelta di incisioni e libri d'artista di Meret Oppenheim, Mario Persico, Fabrizio Clerici, Luca, Mimmo Paladino, Santolo, Ernesto Tatafiore, Angelo Casciello, Giuseppe Maraniello, Bruno Donzelli, Ahmad Alaa Eddin.
La sapienza del gesto e la consapevolezza di costruire qualcosa di unico e irripetibile accomuna il lavoro del miniatore gotico alla creazione di una moderna stamperia d'arte. Vittorio Avella e Antonio Sgambati, patrons di un'affascinante officina calcografica, "IL LABORATORIO di Nola", accolgono nella loro "domestica" stamperia artisti, poeti, scrittori per realizzare, tra sentori di inchiostri e carta umida, una stupefacente varietà di stampe originali e di libri d'artista, per il piacere della mente, degli occhi e delle mani di una consorteria di amici dei bei libri e della stampa a tiratura limitata. Artisti come Meret Oppenheim, Mario Persico, Fabrizio Clerici, Luca, Mimmo Paladino, Santolo, Ernesto Tatafiore, Angelo Casciello, Giuseppe Maraniello, Bruno Donzelli, Ahmad Alaa Eddin, ospitati fraternamente da Vittorio Avella, che ha spesso loro insegnato con precisione e perizia la varietà delle tecniche, vi hanno inciso e stampato grafiche e libri d'artista su "antichi" torchi a stella e su soffici telai serigrafici, restituendo al mondo della grafica qualità spesso perdute. Al rigore artigianale, con le sue regole ferree, si è sempre affiancata la libertà estrema dell'invenzione, che ha permesso di tracciare percorsi innovativi.
La collaborazione tra il calcografo, "prigione e signore del proprio lavoro" (F. Melotti), e artista iconoclasta nasce dalla consapevolezza di appartenere alla comune casa dell'arte e dalla necessità di sperimentare, di volta in volta, una sintesi creativa di poesia e pittura, testo e immagine. Un artista come Paladino, che ha dato mirabili prove delle sue capacità di attaccare la lastra con le tecniche più varie, ha sempre voluto Vittorio Avella al suo fianco per realizzare le splendide prove di Pulcinella, di Tane. di Corale Caccioppoli. Libertà innovativa e rispetto dei canoni: questa la marca autentica del laboratorio nolano, i cui nitidi fogli e le stampe incise riflettono, con coerenza, il carattere unitario della collaborazione tra artista e incisore. È stato quindi possibile sottrarre la stampa calcografica e serigrafica alla realtà corrente della mercificazione e praticare la confezione del libro d'artista in tutte le sue possibili estensioni nella ricerca di qualità e concentrazione: ciò ha reso subito riconoscibili queste edizioni agli occhi dei più avvertiti connoisseurs.
Consapevoli della svolta concettuale degli anni Sessanta, quando Piero Manzoni con le sue "cento pagine bianche" opera l'azzeramento della realtà dell'oggetto libro, la sperimentazione ha riguardato non solo gli aspetti tecnici ed estetico-formali, ma anche i contenuti letterari.
I testi messi a disposizione del laboratorio sono stati prodotti appositamente da scrittori e poeti, noti e meno noti (Yannis Souliotis, Manuel Diaz Martinez, Fausta Squattriti, Mimmo Grasso, Mario Lunetta, Achille Bonito Oliva, Goffredo Foti, Fabrizia Ramondino, Mariano Bàino, Tommaso Ottonieri, Gabriele Frasca e altri), tutti impegnati nella ricerca e nell'accettazione del confronto con l'immagine e il segno dell'artista.
Scelto innanzitutto perché non usurato, il supporto libro è stato inteso come sede di progetti innovativi, non rispecchiante più l'esigenza elitaria del capolavoro da consegnare nelle mani di un appassionato bibliofilo, ma stimola anche l'intenzionalità del lettore che, come nella messinscena di un rito, partecipa direttamente allo svelamento dei significati.
Vittorio Avella, dopo i canonici studi alla Accademia di Napoli e gli anni di apprendistato nella Parigi prismatica di Lacourère e di Iliazd, si è infine ritrovato a Nola dove, affiancato da Antonio Sgambati, reduce da esperienze di direzione di una galleria d'arte bergamasca, ha avviato negli anni Ottanta l'attività di editore e stampatore. In uno spazio decentrato, non immemore dei furori alchemici della teoresi bruniana e dell'ars combinatoria della poesia di Tansillo, sono stati annodati i fili della collaborazione con giovani poeti e artisti, che hanno permesso di avviare un lavoro editoriale di qualità e concertazione. ll primo libro figurato, uscito da torchi della stamperia nolana nel 1983, è "Acqua dall'alto", due alti unici di Jan Orto, con otto tavole a colori di Mario Persico. Le linee incise, piuttosto che illustrare situazioni o personaggi, fanno da contrappunto al testo, restando fedeli alle essenze originarie del proprio segno.

Seguiranno a ritmo serrato, sempre nel pieno rispetto dei tempi lenti occorrenti alta composizione del libro numerato, i volumi che costituiscono la parure necessaria di questa segreta officina calcografica. Le stampe sono incise in cavo e in rilievo, con le tecniche più varie: ad acquaforte, ad acquatinta, cera molte, puntasecca, in linoleum, in xilografia, i dorsi e i frontespizi sono serigrafati, mentre il testo, quando non inciso o sviluppato su telai serigrafici, è composto a piombo in caratteri Garamond-Linotype e stampato presso tipografie esterne. Le carte utilizzate sono fabbricate a mano nei tini amalfitani di Fresco di Pucara e di Amatruda, nei mulini provenzali di Richard de Bas. affiancate dalle Sicars, dalle Fabriano, dalle Arches, dalle Zerkall, dalle Hahnemuhle; carte assolutamente inadatte alla stampa meccanica, in quanto ogni foglio è semplicemente diverso da un altro, con sensibili differenze di spessore, ideali per la stampa a torchio: le italiane apprezzate per la tattile ruvidezza, le franco-provenzali per la grande stampabilità, le tedesche per l'estrema sensibilità. Grande cura è infine riservata alle altre componenti dei libri d'artista nolani: gli inchiostri; le carte marmorizzate; i cartoni rigidi e ondulati; le coperte telate; talvolta rivestite internamente di fogli xilografati o serigrafati; le pagine cucite a refe colorato; i fregi in bronzo fuso; i fermagli in ferro battuto disegnati dagli stessi artisti. La marca tipografica raffigurata in un cerchio con due volti rovesciati e intrecciati nel segno del rebis, allusivo all'unione Ira matrice e stampa, mentre il colophon oltre a dichiarare la "completa certificazione editoriale (F. P. Franchi) annuncia come in un saluto la fine dello spettacolo. Una attenzione maniacale è poi dedicata alla mise en page; attraverso un rapporto tra testo e immagine, capace di far respirare dinamicamente la pagina, un controllo rIgoroso della gabbia e della disposizione delle tavole. Il carattere unitario di ogni edizione deriva non solo dal felice incontro di un poeta e un artista, ma anche dalla capacità degli editori di guidare in perfetta sintonia l'opera dei collaboratori. Ogni edizione è poi inserita in una delle otto Collane che, con intenti unitari, sia nei contenuti sia negli aspetti formali, hanno finora illustrato l'intera attività editoriale del LABORATORIO. La collana "Autoritratti" ospita in una boìte di cartone ondulato, con fermaglio in rame battuto, un unico foglio piegato a fisarmonica, in sei scansioni e stampato in serigrafia o all'acquaforte. Nella collana "La parola e il segno" un foglio Hahnemuhle da 230 gr. piegato in quattro parti, è adagiato in una cartella con dorso in tela e rivestimento in carta marmorizzata. L'immagine, all'acquaforte e all'acquatinta, affianca o invade l'area riservata alla parola stampata, creando una perfetta fusione tra incisione e versi. Nella collana "Libro d'Artista" le opere (Tane di Paladino, U BOOT di Tatafiore, Doppio Specchio di Dalisi. Le stanze sognate di Casciello) sono spesso realizzate integralmente dallo stesso artista, sia nei testi, sia nelle immagini, sia nella forma. Il testo, talvolta inciso nella tavola, occupa tutto lo spazio come un fondale, per offrire alla visione delle letture un fertile contrasto con gli spazi colorati e moltiplicarne le possibilità di lettura. In questo spazio dell'apparire che ha il connubio tra testo (con referenzialità sonore) e immagine (emancipata da ruoli illustrativi o intenti mimetici) diviene creazione di una nuova originale sintassi.


Per Filo e per Segno
Stampe originali e libri d'artista
IL LABORATORIO / Le edizioni Nola di Vittorio Avella e Antonio Sgambati

Castello Malatestiano di Longiano (FC)
Fino al 23 NOVEMBRE 2008
Orari: dal martedì alla domenica 10,00-12,00 / 15,00 - 19,00

Informazioni per il pubblico
Fondazione Tito Balestra
Tel. 0547 665850 info@fondazionetitobalestra.org

 
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