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07.05.2002 Il futuro della stampa e dell’incisione: il non tossico Keith Howard
 

Verso la fine del 19° secolo si scoprì che il mercurio causava pazzia e demenza tra coloro che per lavoro, fabbricavano cappelli. Quando furono sviluppati metodi più sicuri per sostituire quelli tradizionali, tossici, ci furono alcuni "cappellai matti" che si arrabbiarono molto all'idea di dover cambiare il modo con cui, per secoli, si era lavorato. Erano preoccupati che il mestiere e tutta la lunga tradizione ad esso legata, andasse perduto per sempre. Nonostante i danni alla propria salute, erano maggiormente preoccupati per il cambiamento e non consideravano il lato positivo che questo avrebbe avuto sull'industria dei cappelli. Ancora oggi indossiamo cappelli e la tradizione del "cappellaio matto" è solo una parte della storia del mestiere. L'evoluzione tecnica è la conseguenza del lavorare in modo più sicuro, questo è il progresso.

Come spettatori del 21°secolo è per noi facile mettere in ridicolo i cappellai matti del passato per la loro follia. Eppure nel mondo della stampa e dell'incisione c'è una pervicace resistenza al cambiamento allo stesso modo dell'industria dei cappelli di 200 anni fa. E' difficile capire il motivo della resistenza alle metodologie non tossiche dal momento che esse presentano tecniche alternative superiori a quelle tradizionali, è come comparare le qualità di una vecchia macchina tipografica a quella dell'ultimo modello di un computer Macintosh. In molti casi i prodotti tradizionali hanno costi superiori rispetto a quelli sicuri, che oltretutto non causano conseguenze negative sulla salute normalmente sofferte con l'uso dei prodotti tradizionali. L'incisione atossica è anche più "usabile", rende gli artisti più produttivi e allo stesso tempo fa risparmiare soldi nei materiali e cure mediche. Scuole ed istituti artistici sono citati in giudizio per milioni di dollari a causa degli effetti sofferti da studenti principalmente per la mancanza di informazione e per la negligenza di dipartimenti di grafica che rifiutano il progresso, ciechi e ignoranti di fronte al cambiamento. Perché c'è questa resistenza al non tossico? Neppure l'avvelenamento da mercurio piegò la resistenza al cambiamento dei cappellai matti.

Negli anni '80 mi sentivo male ogni volta che entravo in un laboratorio di stampa. Non c'erano misteri per i miei malesseri, i fumi e i vapori dei solventi che inalavo avevano un effetto dannoso sul mio organismo. Il vero problema era che cosa potevo fare per continuare la mia carriera, a quel punto della mia vita avevo già dedicato almeno dieci anni alla professione di incisore e insegnante. Il medico mi dette solo due alternative: continuare a subire pesanti conseguenze nell'espormi alle tossine dell'incisione o chiudere con quel mestiere.

[..]Per sfuggire alla tossicità dei prodotti di incisione concentrai allora i miei studi sulla scultura, il disegno, la fotografia e la pittura. Sfuggendo all'incisione permisi al mio corpo di recuperare, ma quando fui nominato insegnante di disegno e incisione in Canada la questione del lavoro mi costrinse nuovamente a confrontarmi con la realtà. Ritornando a lavorare in un laboratorio di incisione ero di nuovo alle prese con le conseguenze negative sulla salute. Per risolvere il problema decisi di impegnarmi nella ricerca di alternative più sicure.
Durante questo periodo di ricerca sulle tecniche di incisione, la fotoincisione catturò la mia attenzione, sfortunatamente non era possibile effettuarla nel clima secco nel nord ovest del Canada dove insegnavo. Da queste indagini iniziali sulla fotoincisione sviluppai nel 1989 il metodo Howard basato sulla gelatina. Questo processo mostra le caratteristiche sia della photogravure (vedi http://curtis-collection.com/process.html N.d.T.) che della photo etching (fotoincisione vedi http://www.fiacopetti.it/fotoincisione.htm N.d.T.) su una stessa lastra. I toni più chiari hanno le caratteristiche del reticolo puntinato della fotoincisione mentre i toni scuri assomigliano alle qualità tonali della photogravure. L'interesse suscitato dal Procedimento Howard fu così grande che decisi di scrivere un libro sull'argomento. Durante la stesura del libro allargai le mie ricerche ad altri processi di incisione. In quel periodo ero l'unica persona impegnata in una ricerca così estesa, con quel tipo di competenze, mi ritrovai anche a dovermi occupare di chimica, settore in cui ero assolutamente impreparato. Iniziai così ad avvicinarmi con impegno anche alla chimica per trovare metodologie di ricerca valide [..]
In seguito rielaborai con creatività queste conoscenze per applicarle alla ricerca sulle metodiche atossiche. Dopo un lungo lavoro nel 1991 fu pubblicato Safe Photo Etching for Photographers and Artists che non solo fu il primo testo di questo genere, ma dette nuova energia al mondo della stampa e dell'incisione per re-inventare i modi di lavoro rispettosi della salute e dell'ambiente.

Nel 1994 cambiai la gelatina del Procedimento Howard poiché scoprii un altro modo per sviluppare l'immagine sulla lastra utilizzando un polimero acrilico. Questo dette il via al concetto di incisione non incisa. L'incisione non incisa permetteva di ricoprire una lastra con un'emulsione sensibile impressa e trattata con un acrilico e poi stampata senza acidare la lastra. Dopo che era stata realizzata una tiratura, la lastra poteva essere nuovamente riutilizzata. La questione del risparmio sui costi andò di pari passo con l'evoluzione delle nuove tecniche di incisione sicure.

Poco dopo aver sperimentato l'incisione non incisa, venni a conoscenza di un fotopolimero utilizzato nell'industria elettronica per fabbricare circuiti stampati. Venne così messo a punto un nuovo metodo per l'incisione non incisa, da cui scaturirono nuove ricerche per la mia successiva pubblicazione del 1998 Non-Toxic Intaglio Printmaking, edizione esaurita in soli due anni.

Sono stato impegnato nelle ricerche sul non tossico per circa 12 anni, durante questo periodo vari colleghi tra cui Elizabeth Dove, Friedhard Kiekeben, George Roberts, Phil Shaw, Susan Rostow e Cedric Green hanno contribuito a migliorare e ampliare le ricerche nel settore. È importante notare che tutti questi innovatori sono essi stessi artisti che si occupano di stampa e incisione e tutti hanno contribuito alle ricerche sul non tossico perché molto motivati sugli aspetti riguardanti la salute e la sicurezza.

La Prof. Elizabeth Dove è attualmente Head of Printmaking all'Università del Montana (http://www.umt.edu/art/print.htm N.d.T.). Il suo contributo è stato molto importante nello sviluppo dei metodi descritti nel mio libro del 1998 Non toxic Intaglio Printmaking.

Friedhard Kiekeben (http://www.artegiani.com/kiekeben/kieke1.htm N.d.T.) ha inventato un mordente completamente nuovo per acidare le lastre di metallo, il suo è probabilmente uno dei contributi più innovativi poiché è il risultato di una ricerca squisitamente scientifica. Ha inventato qualcosa di assolutamente unico sia nella letteratura scientifica che in quella più propriamente legata alla stampa. Il mordente Edinburgo non ha termine di paragone, permette all'incisore di incidere in maniera non tossica una grande varietà di metalli producendo risultati superbi.

Il Prof. George Roberts(http://www.boisestate.edu/art/programs/print/print.html N.d.T.), al momento Head of Printmaking alla Boise State University, ha dato contributi fondamentali allo sviluppo della litografia su poliestere per uso artistico. Ha pubblicato un libro dal titolo Polyester Plate Lithography in cui dà una descrizione completa del suo metodo atossico.

Il Dr. Phil Shaw è Head of Design Department al Middlesex University di Londra (http://www.mdx.ac.uk N.d.T), dove è stata sviluppata la ricerca nell'ambito degli inchiostri serigrafici con un occhio di riguardo al costo a causa del budget limitato di cui disponeva e che lo ha portato a ideare un nuovo tipo di inchiostro.
Dal 1995 la sua ricerca nell'ambito delle tinte adoperate nell'industria tessile ha sviluppato un sistema chiamato Phytochromography che impiega una gelatina come veicolo per l'inchiostro.

Susan Rostow è un'artista e direttrice della Akua Color di New York, che produce inchiostri atossici a base di acqua per monotipo (http://www.waterbasedinks.com N.d.T.). Attualmente è impegnata nello sviluppo di un inchiostro a base d'acqua per la calcografia che possa essere utilizzato per la stampa su carta asciutta. Le sue ricerche sugli inchiostri sono cominciate nel 1994 quando era incinta e quindi preoccupata dal fatto di lavorare con sostanze tossiche.

Nel 1994 Cedric Green ha cominciato la ricerca sull'incisione elettrolitica che lo ha portato all'ideazione di un metodo unico per l'incisione di lastre di metallo in soluzione elettrolitica (vedi Incisione galvanica senza elettricità N.d.T.).
Poiché la tecnica impiegata deriva dal Galvanography, ha chiamato la sua variante Galv-etch.
Il suo contributo è stato essenziale anche nello sviluppo di un mordente atossico per lo zinco, una soluzione di solfato di rame chiamata Mordente Bordeaux (vedi testo di Ad Stijnman N.d.T.).

La stampa atossica sta sviluppando una nuova terminologia che racchiude termini quali Polymer Intaglio o Intaglio Type, Acrylic Resist Etching, Phytochromography, Polyester Plate Lithography, Galv-Etch, Fractint in funzione degli attuali sviluppi della ricerca. Qualsiasi tecnica tradizionale ha attualmente un'alternativa atossica che è allo stesso tempo fonte di nuove possibilità creative.

Contemporaneamente a queste innovazioni, viene elaborato un nuovo modo di pensare sul fare arte in stampa e incisione. In passato, particolarmente con le tecniche d'incisione, era posta molta enfasi sulla rielaborazione tecnica delle lastre che richiedeva ore di prove e rielaborazioni dell'immagine fino a che non si raggiungeva un risultato soddisfacente. Gli incisori sono stati spesso criticati per la mancanza di contenuti in confronto all'enorme quantità di lavoro impiegato per il risultato finale, talvolta la maestria tecnica era più importante che non l'immagine del lavoro. Alcuni artisti incisori focalizzavano la propria attenzione sulle cose minori come la profondità e la pulizia di una lastra a rilievo piuttosto che sulla costruzione dell'immagine o sui contenuti.

La nuova tecnologia atossica è stata sviluppata partendo da considerazioni su salute e sicurezza, attraverso costi inferiori e virtuosismo tecnico. A fronte di un cambiamento tecnico c'è stato un cambiamento nel modo di intendere il processo di incisione e stampa. I contenuti e l'immagine hanno assunto il giusto valore semplificando i procedimenti fino al punto di non necessitare di più di 15 minuti per realizzare una lastra. Consiglio sempre di rivedere l'immagine piuttosto che rielaborare la lastra, specialmente nel procedimento dell'Intaglio type non-etch. Con questo sistema gli artisti sono incoraggiati a focalizzare la propria attenzione sui significati e contenuti piuttosto che sul procedimento tecnico [..]

Nel 2001 Erin Maurelli e Phil Sanders del Tamarind Institute (http://www.unm.edu/~tamarind/ N.d.T. ) di comune accordo stilarono un'indagine atta a comprendere lo stato e la possibilità di sviluppo della stampa d'arte. Questa ricerca ha indicato che 89% delle scuole che hanno risposto al sondaggio avevano già adottato sistemi atossici. Il 33% aveva eliminato uno o più corsi negli ultimi cinque anni a causa dei pericoli per la salute. E' un fatto sorprendente che questi cappellai matti dell'incisione ancorati alle vecchie tecniche stanno di fatto contribuendo non solo al declino dell'incisione, ma anche a quello della salute propria e altrui. Questa indagine ha anche indicato che si stanno compiendo passi avanti per assicurare un ambiente di lavoro salutare.

Nel corso del decennio passato la stampa ha conosciuto una notevole rinascita entrando nel 21° secolo con una spinta dovuta a metodologie sicure e a tecnologie più semplici. L'alchimia e il totale disinteresse per la propria salute e per l'ambiente sta venendo rimpiazzata da una nuova generazione di artisti incisori che utilizzano le metodiche atossiche intenzionati a portare avanti la stampa dandogli nuova vitalità [..]

I libri di storia sono pieni di artisti che hanno cambiato il modo di vedere le cose, il mio consiglio a tutti gli incisori è di fare un'arte grande e diventare parte della storia , il periodo è quello giusto, i metodi sono a disposizione e l'opportunità è ora.

Keith Howard su Printshow