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07.04.2008 Libri d'artista a Ferrara Dario Mazzoni
 

Giovedì 17 Aprile 2008, alle ore 16,00 si inaugura a Ferrara, presso l'Associazione culturale ST.ART.47, il terzo appuntamento del ciclo di mostre Libri d'artista, con opere degli allievi dell'accademia di belle arti.

Pubblichiamo un testo scritto per questa occasione da Dario Mazzoni.


Nelle conferenze sostengo che una plausibile
missione degli artisti sia quella di far sentire le
persone almeno un po' contente di essere vive…

Kurt Vonnegut, Cronosisma

La "costruzione" di un libro presuppone una notevole visione d'insieme cioè una capacità progettuale non comune. Il libro è un progetto - ma anche oggetto: dunque, per gli appassionati di giochi di parole, un "(pr)oggetto" - complesso che se ha un inizio preciso e definito (si deve pur partire da qualcosa) non è detto, con egual sicurezza, quale possa essere l'epilogo. Questo perché in corso d'opera sono tali e tante le sensazioni, le idee e le casualità che interferiranno che spesso non è dato sapere, se non con aleatoria approssimazione, dove il libro andrà a concludersi.
Il libro d'artista non fa differenza. Si parte da un'idea, su quello spunto si effettuano ricerche, si raccoglie tutto il materiale possibile e si parte. Dove quelle idee, quelle ricerche e quel materiale - elaborato, scomposto, analizzato e riassemblato - porteranno lo si saprà solo al termine del lavoro, del "(pr)oggetto".
Diversamente dal romanzo, del saggio o del libro fotografico tout court il libro d'artista si distingue per l'assenza di griglie tecniche e linguistiche. Nel libro d'artista il racconto può procedere per elaborazioni grafiche, fotografiche e pittoriche in già esaustiva esposizione o complementari a testi destrutturati, o ristrutturati, che, è inevitabile, qui assumeranno nuovo significato. Oppure basarsi su rimandi visivi all'arte del manifesto - commerciale e sociale - o alla pubblicità, o ancora applicando sulla pagina una struttura in rilievo; o inciderla o "semplicemente" tagliarla/sezionarla nei modi più diversi. La narrazione perciò non si muove mai linearmente ma è l'occhio del "lettore" che deve ricercare, focalizzare e dare una priorità agli eventi testuali e visuali lì esposti.
Nel libro d'artista anche la forma stessa del libro vuole bypassare le limitazioni: spazio perciò a fogge diverse e a geometrie personali che snaturano il classico parallelepipedo che individua l'oggetto libro.
Questa particolare forma di comunicazione, la cui nascita viene fatta risalire agli anni sessanta, procede dunque su più livelli affabulatori, nel tentativo di coinvolgere più di un senso. Per questo il libro d'artista andrebbe non solo sfogliato ma anche toccato, tastato.
Si potrebbe dire che il racconto del libro d'artista ha la pretesa di, passateci l'espressione, tridimensionarsi mentalmente.
Nel libro d'artista - fin da subito diventato oggetto da collezione - anche il bianco della pagina, quando ne rimane, diventa significante: non è questo un horror vacui ma il tentativo di rendere il racconto, nello spazio non infinito di un libro, il più completo e intrigante possibile.
Nella mostra Libri d'artista di Ferrara ci si troverà di fronte a opere prodotte da allievi di varie Accademie che nei laboratori di queste hanno lavorato scambiandosi idee e traendo spunti per il proprio lavoro dal lavoro altrui. In tal senso questo libro d'artista, pur nella sua spiccata individualità, è opera da considerarsi come il frutto di motivata, talvolta inconscia, collaborazione.
È questo un modo per stimolare il "giovane" artista a non chiudersi nell'angusto recinto del proprio ego ma di rendersi permeabile agi altri, a contaminarsi e poi, se necessario, a selezionare di quale contaminazione morire … oops!!… di quale contaminazione sopravvivere e temprarsi.
Esercitarsi sul libro d'artista aiuta ad avere quella visione d'insieme di cui si parlava all'inizio e a non lasciarsi tentare, ostinatamente, dal fascino autarchico del bastare a sé stessi.
Un "giovane" artista che accetti di misurarsi con tutto questo ha già compiuto un significativo balzo in avanti.
In parole povere, quasi indigenti, si tratta di affrontare il progetto artistico senza affettate presunzioni e possibilmente con "nazionalpopolare" serenità.


In mostra opere di: Elettra Gorni, Erika Bettoni, Emanuele Fossati, Alessandra Banfi, Andrea Romano, Kaori Miyayama (allievi di Chiara Giorgetti, docente del corso di Tecniche dei procedimenti di stampa dell'Accademia di Brera), Chiara Busato, Patrizia Capizzi, Eleonora Cosmi, Francesca Cristin, Lorena De Leo, Peter Kaneìscheider, Martina Lettig, Vanessa Milan, Laura Ribano, Elena Rosa, Arianna Sautariello, Anna Vaccari, Carlotta Zennaro (allievi del Corso di Grafica d'Arte dei docenti Paolo Fraternali e Nedda Bonini dell'Accademia di Venezia), Monia Basso, Gabriele Bettini, Giovanni Bianco, Michela Del Degan, Paola Fortini, Sara Fortini, Maria Rosa Gaigher, Sara Garosi, Manola Gerli, Tiziana Giordano, Stefano Guerrini, Chiara Merlo, Andrea Pizzo, Filippo Ruvolo, Loredana Salmaso, Francesca Sandroni, Floriana Savarino, Sara Spazzini, Federica Valvassori, Silvia Venturi, Francesca Venturin, Federica Zabarri, Andrea Zineddu (allievi delle docenti Manuela Candini e Rossella Piergallini dell'Accademia di Bologna). Prosegue dall'Accademia di Bologna inoltre il progetto.
Operaliberolibroessegi a cura di Paola Babini con gli allievi Mauro Bendandi, Ignazio Mazzeo, Elisa Muliere, Elisa Cattani, Laura Serri, Fabiana Guerrini.


"Produrre un libro, sia che lo si faccia scrivendo sia che, come nel caso del libro d'artista, intervengano altre forme comunicative e percettive, è un po' mettersi a nudo e donare qualcosa di sé agli altri che attraverso le pagine costruiscono una relazione.
Questo è il pensiero di fondo con il quale alcuni docenti d'accademia, non partendo dal proprio ruolo istituzionale bensì dalla condizione primaria di amici ed artisti, hanno messo in gioco se stessi per creare un progetto artistico e di comunicazione con i propri allievi. Lo scopo è quello di offrire loro la propria esperienza e personalità, instaurando così una sorta di rapporto maieutico per indurre i giovani artisti a "buttare fuori" se stessi e mostrarsi nella propria autenticità ed originalità.
La soluzione artistica del libro offre l'opportunità di dare il meglio di sé attraverso ogni tipo di linguaggio, senza preclusioni: dalla grafica - includendo i vari procedimenti dell'incisione e della stampa - alla scultura, alla pittura, per un "andare oltre"… un immenso terreno di sperimentazione, un luogo di ricerca, creando forme di relazione con il sé e con gli altri in una singolare trasmissione del messaggio. Un effetto sinestetico che abbraccia i sensi a diversi livelli, stimolando percezioni anche al di là del visivo.
Così riflette Loretta Cappanera su questa mostra: "…se, il Libro d'artista è un filo, gli artisti del libro hanno abili mani per tessere galassie cosmiche, dove pagine come stelle donano luce agli uomini…". (N. Bonini)


"L'incisione d'arte richiede tutta la disciplina e le ferree regole di ogni altra espressione artistica: applicazione, ispirazione da buoni modelli, pazienza, noncuranza dei riconoscimenti sul lavoro, oltre naturalmente a una certa predisposizione naturale. È anche importante un ego ribelle contro cui lottare, in modo tale che la vita non sia priva di battaglie psichiche e di vizi, preludio grezzo agli errori. Senza sbagli non si impara niente di meglio e se non si impara niente di meglio non è possibile servire da esempio agli altri; in questo caso il potenziale talento non servirà a nulla, con il risultato di presentarsi a mani vuote". (P. Fraternali)


"La stampa d'arte si trova ad un punto cruciale di trasformazione e la necessità di un confronto con la realtà nel dibattito contemporaneo è un'esigenza imprescindibile; il libro d'artista è un'occasione preziosa per confrontarsi su questa tematica". (C.Giorgetti)


"Il progetto "operaliberolibroessegi" nasce da un'idea in collaborazione con la casa editrice Essegi di Ravenna che vede impegnati gli artisti nella rivisitazione di libri pubblicati e messi a disposizione dalla casa editrice stessa per ricrearne delle opere originali. Scaturiscono da questo intento espressioni legate al formato, al contenuto, alla grafica del libro scelto, che oltre ad essere pretesto compositivo si trasfigura secondo canoni personali, trasformandosi non solo nel più ricorrente "libro d'artista" ma anche in sculture e pitture, testimonianze della vitalità e dell'estro degli artisti. L'originalità della rielaborazione parte dall'idea di affrontare il libro come fosse assemblaggio di materiali diversi, come fogli, come illustrazioni, colori, forme nello spazio: in alcuni casi il disegno determina un racconto ben preciso, in altri si crea un gioco con lo spettatore, che non viene solo coinvolto nello sfogliare pagine ma viene fatto entrare nella dimensione del libro che assume così un valore plastico". (P. Babini)


Dal 17 Aprile al 3 Maggio 2008 - Inaugurazione giovedì 17 aprile, ore 16,00

Presso Ass.Cult. ST.ART.47 - Studio e luogo di incontro delle arti
Via Cittadella 45/47, 44100 Ferrara
Orari di apertura della mostra: dalle ore 16,30 alle ore 19,00 (esclusi giovedì e festivi o su appuntamento)
Info: st.art.47@freeinternet - N. Bonini 338 9161984 - 0532 767537 fax 0532 791203
Collaborazioni: Printshow - Nuovecarte

 
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