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06.12.2004 La bibliothèque imaginaire de Rabelais Nedda Bonini
 

Una mostra di 70 libri manufatti, libri/oggetto o oggetti/libro, ispirati ai rocamboleschi titoli immaginari presenti in un'antica ed esistente biblioteca che François Rabelais (da buon studioso e sincero bibliofilo quale era) descrisse in uno dei suoi capolavori letterari nel 1500.

L'associazione VACA presenta al MIL (Museo dell'Illustrazione del Comune di Ferrara diretto da Paola Pallottino), sull'onda del successo riscontrato lo scorso anno con la mostra Libri mai visti, una mostra tanto singolare e culturalmente interessante quanto lo fu l'autore al quale è ispirata e dedicata: François Rabelais.

In tutte le opere dello scrittore francese, si alternano brani scanzonati e dissacranti con pagine di grande impegno intellettuale e di intenso fervore, dense di entusiasmo umanistico e slancio evangelico. Il tutto in un'esuberanza linguistica senza precedenti, dove figurano i linguaggi tecnici della medicina, dell'agricoltura, del commercio, della letteratura, della religione e delle lingue classiche; ricca cultura e conoscenza dello scibile all'interno di elucubrazioni filosofiche alternate a giochi verbali ed a un'enorme capacità espressiva e fantastica. È partendo da tutto ciò, ed in particolare dall'immaginario fondo della Bibliothèque di Saint Victor inventato e descritto da Rabelais nel capitolo VII del Libro secondo del Gargantua et Pantagruel (1532-1564) che è nata, da un'idea di Gianni Zauli e Paolo Della Bella, in collaborazione con l'associazione culturale parigina Eton'Art, il progetto La bibliothèque imaginaire de Rabelais.

Rabelais frequentò la biblioteca durante i suoi studi all'Università di Parigi, prima del 1528, e si ispirò alla stessa per redigere un catalogo burlesco dove si fa beffa della scienza scolastica, teologica e di polemica religiosa. Un buon numero dei titoli elencati in quel catalogo sono puramente scherzosi e immaginari, altri si riferiscono ad autori e opere realmente esistenti.
Sulle identificazioni proposte dagli studiosi sussistono divergenze. È partendo da questi titoli che sono stati interpellati e coinvolti alcuni artisti a ri-costruire la Bibliotèque de Saint Victor, non per creare dei falsi, bensì per costruire neo-libri-oggetto dando libera interpretazione dei titoli rabelesiani. Gli autori sono artisti che già si sono distinti nel corso dei primi nove anni del concorso internazionale Libri mai visti, organizzato dall'associazione culturale VACA, che, già nel 2003, ne aveva presentato al pubblico del MIL un'accurata selezione delle migliori opere librarie.
Questa nuova raccolta, costituita da circa 70 libri manufatti consultabili e maneggiabili dal pubblico, ha debuttato, per coerenza cronologica, nel 2003 alla Maison la Devinière (Francia), casa natale e, oggi, Museo Rabelais, per poi far tappa nell'estate 2004 negli splendidi spazi medievali del Château di Lichtenberg (Alsazia) in occasione dell'estate rabelesiana. Dal 20 novembre, finalmente, questi fantastici libri, si possono vedere, toccare e sfogliare (laddove vi sono pagine…) anche in Italia, al MIL. Libri che ricostruiscono quindi idealmente parte della fantastica biblioteca e che hanno forme e dimensioni svariate essendo costruiti, in copia unica, utilizzando i più impensabili e svariati materiali.
Il pubblico potrà quindi deliziarsi con la "Pantofola dei Decreti" completamente in ceramica o con "La Ciabatta dell'umiltà" eseguita in tessuto purpureo finemente ricamato, con "Il bandolo teologale" di carta, tessuto e corda, col "Decreto dell'Università di Parigi contro il lusso degli abiti delle donne di piacere", "Il fichino delle pulzelle, "Il formicaio delle arti", "Il pungolo del vino", Il pissi pissi dei Padri Celestini", "Il soffietto degli alchimisti", "Il cacatoio dei medici", "Lo spazzacamino dell'astrologia", "La patria dei demoni"… e con tante altre fantastiche opere sognate nel 500 e materializzate cinque secoli più tardi.

La mostra è composta da opere eseguite dagli artisti:
Sabrina Albiati - Association Rrose Sélavy - Paola Baldassini - Claudio Ballestracci - Antonio Barbadoro - Rita Bertoldi - Elisa Bona - Nedda Bonini - Roberta Bridda - Mirta Caccaro - Erica Campi - Loretta Cappanera - Lamberto Caravita - Paolo Dal Ponte - Chiara Dattola - Margherita De Vito - Franco Donati - Alda Failoni - Vittorio Fava - Jeanne Galland - Umberto Giovannini - Heriz Gorini - Suvi Leukumaavaara - Lia Malfermoni - Renato Mancini - Mauro Monaldini - Mariadonata Papadia - Vilma Piparo - Paola Sapori - Mariacarla Taroni - Lorenzo Taucer - Enrico Tealdi - Giuseppe Tolo - Massimo Voghera - Leslie Xuereb - Gianni Zauli.

Parallelamente alle opere esposte su supporti orizzontali, sono presenti a parete le riproduzioni di buffe e divertenti immagini incise, con la tecnica calcografica, da mano ignota nello stesso periodo. Si tratta delle immagini che riproducono i personaggi fantastici e burleschi de "Le songe drolatiques de Pantagruele". La prima edizione del libro fu pubblicata nel 1565, dodici anni dopo la morte di Rabelais, sfruttando la fama dello scrittore ed attribuendogli pertanto la realizzazione. Alcuni studiosi la attribuirono poi al fratello di Bruegel o a Bruegel stesso, e comunque le immagini, che sono arrivate a noi oggi, rimangono ancora orfane d'autore.


MIL, Museo dell'Illustrazione, Via Frescobaldi 40, 44100 Ferrara
fino al 26 dicembre 2004
Ingresso gratuito.
Aperta tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
www.vaca.it

 
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