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03.04.2008 Breve storia del livre d'artiste Michele Tavola
 

Prosegue a Parma la mostra dedicata al libro d'artista ALLO! PARIS! Il libro d'artista da Manet a Picasso nella collezione Mingardi, ne abbiamo parlato qui.

Dal catalogo della mostra, edito da Skira, pubblichiamo uno stralcio del saggio di Michele Tavola, giovane studioso e curatore di mostre di grafica (su Printshow qui e qui).

Il saggio, dal titolo Breve storia del livre d'artiste da Delacroix a Picasso, da Charles Motte a Tériade, da Parigi all'Europa, ricostruisce la storia del libro d'artista a partire dalle origini nell'Ottocento fino agli anni '60 del secolo scorso.
Il testo, chiaro e ricco di informazioni, ci consente di immergerci nella storia del libro ripercorrendo le tappe poco conosciute di questo particolare tipo di opera che unisce testo e immagini.

… Colui che segnò in maniera radicale l'editoria del secondo Novecento e che viene universalmente riconosciuto come l'erede spirituale di Vollard, è un greco dal nome impronunciabile, nato a Mitilene nel 1897 e giunto a Parigi all'età di diciotto anni per studiare legge alla Sorbona. Efstratios Eleftheriades ebbe presto la felice idea di semplificare il proprio nome in Tériade. Uno dei suoi primi amici a Parigi fu Christian Zervos, che lo chiamò a lavorare ai "Cahiers d'art"; successivamente entrò in contatto con Albert Skira, che lo invitò a collaborare ai primi numeri di "Minotaure", e nel 1937 fondò "Verve", probabilmente la più bella rivista d'arte mai uscita in Francia.
Tériade iniziò a pubblicare libri d'artista durante la seconda guerra mondiale. Per il suo primo lavoro scelse Georges Rouault, l'artista con cui Vollard aveva collaborato più intensamente. Una scelta non casuale, che deve essere letta come una sorta di dichiarazione programmatica. Una delle caratteristiche più distintive della sua linea editoriale consisteva nel non affidare ai pittori esclusivamente le illustrazioni, ma l'intera architettura del volume in progetto. Divertissement, uscito nel 1943, pur essendo perfetto nella sua originale ed elegante struttura compositiva, deve essere considerato come una prova generale per i grandi capolavori che sarebbero apparsi negli anni a venire, poiché le quindici opere a colori eseguite da Rouault non sono originali ma riproduzioni fotolitografiche.

… Tra il 1948 e il 1956 Tériade diede forma a una delle imprese più impressionanti dell'editoria moderna, pubblicando il monumentale trittico chagalliano, commissionato e lasciato incompiuto da Vollard, che conta più di trecento acqueforti. Negli anni Venti Chagall scoprì l'incisione e si dedicò alla nuova tecnica con più passione e intensità che alla pittura. Nel 1922 abbandonò l'Unione Sovietica, con la consapevolezza che difficilmente avrebbe potuto rivedere la sua terra natale, e si trasferì a Berlino, dove compose l'autobiografia Mein Leben, stampata solo nel 1931, illustrata da una serie di venti delicatissime puntesecche pubblicate nel 1923 da Paul Cassirer. Proprio in quell'anno, quando la vita in Germania per lui si faceva particolarmente difficile, una lettera del poeta Blaise Cendrars che gli diceva "Torna, qui sei famoso e Vollard ti aspetta", cambiò il suo destino. Stimolato dal grande mercante-editore, si mise a incidere le matrici di rame con furiosa dedizione: prima, tra il 1923 e il 1925, le illustrazioni per Les Ames mortes di Gogol, successivamente, tra il 1927 e il 1930, quelle per le Fables di La Fontaine.
Nelle tavole per le Anime morte, l'artista rievoca ricordi e paesaggi che appartengono alla sua infanzia e, con profondi segni grafici, racconta una Russia più sognata che vissuta. Quando si trovò ad affrontare le Favole rivoluzionò la propria tecnica esecutiva, scavando i rami fino a ottenere larghe macchie nere d'effetto marcatamente pittorico. Le tempere preparatorie, dipinte nel 1926, esposte presso la galleria Bernheim Jeune di Parigi, suscitarono scandalo e furono perfino oggetto di un'interrogazione parlamentare. Nel clima di esasperato nazionalismo di quegli anni venne considerato un affronto l'avere affidato a un ebreo russo l'illustrazione del più francese dei classici francesi. Eppure Chagall seppe darne una magistrale interpretazione.

… Nello stesso periodo, per la precisione tra il 1948 e il 1955, Tériade pubblicò altri tre capolavori in cui la scrittura a mano sostituisce i caratteri a stampa. In Chants des Morts di Pierre Reverdy, le parole del poeta e i segni di Picasso si fondono e si compenetrano come elementi diversi di un'unica struttura. Ciascuna delle centoventicinque pagine del volume è contornata da una litografia. Raramente Picasso si avvicinò all'astrazione, ma in questa occasione creò un vero e proprio capolavoro d'arte gestuale. Le sue tracce rosse hanno una grande potenza espressiva e sembrano indecifrabili ideogrammi dal valore magico ed evocativo. Cirque di Léger, del 1950, e Poème de l'Angle Droit di Le Corbusier, del 1955, i libri più belli del pittore cubista e dell'architetto razionalista, sono figli della grande ventata di novità portata da Jazz, la cui vasta e duratura influenza è difficilmente ponderabile. Léger e Le Corbusier scrissero i testi ed eseguirono litografie dai colori sfavillanti che sintetizzano in maniera emblematica il lavoro di una vita.
Di Miró si è già diffusamente parlato contestualmente all'opera di Maeght, ma non si possono non ricordare i capolavori editi insieme a Tériade, dedicati al fantastico personaggio di Ubu, che aveva suggestionato anche la fantasia di Vollard.

… Dagli anni Sessanta il panorama editoriale francese si fa sempre più vasto e frammentario. Con la consacrazione del livre d'artiste le pubblicazioni si moltiplicano e diventa impossibile seguire passo per passo tutte le uscite. Non mancano situazioni interessanti che meriterebbero una menzione, ma è sempre più difficile incontrare figure di riferimento come quelle ricordate finora. Con Tériade, questa storia del libro d'artista a Parigi, iniziata ai tempi di Delacroix, potrebbe avere termine. Ma prima di concludere si deve ancora prendere in esame la vicenda di un personaggio tanto importante quanto anomalo, che ha curato personalmente l'edizione di buona parte dei suoi sconvolgenti libri: Jean Dubuffet.


Alcuni articoli dedicati al libro d'artista contemporaneo su Printshow:

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Percorsi Paralleli: libri d'artista
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