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29.06.2006 "Incisioni" di Kito e Burlizzi Redazione
 

JJJ Gallery, Pzza Santo Spirito, Firenze, fino al 14 luglio 2006


Come è nata la volontà di dedicarvi all'arte?
E.: Non so esattamente rispondere, ma parlando con Vincenzo in questi anni del nostro passato, in entrambi c'è stato fin da bambini il piacere nel disegnare. Il poterlo fare come lavoro principale è la conseguenza di una serie di scelte e/o di occasioni che ci sono capitate nella vita, fino al nostro decisivo incontro ormai più di dieci anni fa.

Quali artisti hanno influenzato il vostro percorso, se ce ne sono, oppure quali altre cose vi hanno spinto a lavorare con l'arte?
E.: Nessuno in particolare, ma non posso escludere delle influenze non solo dai lavori dei grandi maestri, ma anche da quelli di giovani artisti, di amici, di studenti, di bambini, ecc. Tuttavia quello che forse è la fonte maggiore d'ispirazione sono la natura e la musica.
V.: Anch'io come Erico guardo e apprezzo il lavoro di tanti artisti, ma quelli che veramente mi hanno influenzato sono Rembrandt, Goya, Margheri e Burri. L'ispirazione invece nasce dalla musica, jazz in particolare e ancora più nel dettaglio Miles Davis. Ebbi la fortuna di vedere un suo concerto al teatro la Fenice di Venezia nel 1988 e da allora la sua musica mi ha così affascinato che quando ho iniziato a incidere è diventata la protagonista delle mie incisioni.

Quanto ha invece influito il vostro "background" culturale nel lavoro artistico?
Sicuramente tanto, come nella totalità delle persone. Che tipo di percorso avete seguito negli studi?
E.: Io mi sono laureata in pittura giapponese alla Kyoto Seika University, poi ho studiato per due anni alla Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d'Arte "Il Bisonte" a Firenze. V.: Io arrivai a Firenze nel 1986 per studiare architettura, ho sostenuto buona parte degli esami, poi ho deciso di smettere. Mi iscrissi al Bisonte, dove poi incontrai Erico, dove ho studiato per quattro anni sotto la guida di Manuel Ortega, Rodolfo Ceccotti e Swietlan Kraczyna. Al Bisonte sono rimasto dapprima come assistente di laboratorio e poi, dal 2002, come insegnante.

Perché la grafica come mezzo privilegiato? Si ha come la sensazione che le fasi operative dell'incisione (la preparazione della matrice, la stampa…) rappresentino per voi un momento fondante della ricerca che portate avanti, è giusto?
In effetti per entrambi l'incisione è proprio questo: è una ricerca, un processo creativo che inizia nel momento in cui compriamo una lastra e che termina con la tiratura. I nostri lavori non sono traduzioni grafiche di disegni o dipinti già fatti, ma sono pensate come incisioni. Inoltre all'inizio non abbiamo idea del risultato finale, ma costruiamo il lavoro stato dopo stato, per aggiunte e per cancellazioni; talvolta dopo una prova di stampa c'è capitato di ruotare la lastra per continuare oppure di tagliarla per risolvere la composizione. Può succedere anche che mettendo sulla lastra la vernice per acquaforte, le prime pennellate risultino interessanti per delle morsure aperte e la lastra finisce così nell'acido; anche nella vita capita di cambiare idea ogni tanto. In questo modo, a nostro avviso tutto è molto più interessante, le scelte possono essere tante; è come fare un viaggio non organizzato, dove sei libero di partire quando vuoi, vedere ciò che ti interessa, starci quanto vuoi. Con meno vincoli crediamo che proprio la ricerca se ne avvantaggi. Per questo sono importanti tutte le fasi operative e l'esito finale è una sorpresa anche per noi.

Dove realizzate le stampe e che tiratura fate mediamente dei vostri lavori?
V.: Lavoriamo e stampiamo in casa. Abbiamo una stanza abbastanza grande dove abbiamo sistemato il nostro torchio Bendini con il quale realizziamo tutte le nostre stampe. Inoltre abbiamo un piccolo giardino nel quale possiamo tenere l'acido e fare le operazioni più tossiche. Riguardo le tirature, preferiamo tirature basse, Erico non più di 20, io intorno a 40 esemplari, oltre ad alcune prova d'autore.

Che tipo di carta e inchiostri utilizzate per le stampe finali?
E.: Generalmente usiamo carta Magnani, Vincenzo ha sempre preferito per le sue incisioni quella per Acquaforti leggermente ruvida e crema; ritiene che l'utilizzo della stessa carta sia per le sue incisioni come un legante, un qualcosa che le tiene insieme, un rimando dall'una all'altra. Mentre io uso in genere carta bianca, qualche vota quella crema, dipende dai lavori, ma sempre liscia perchè vengono bene anche le morsure delicate. Gli inchiostri variano a seconda delle tecniche che usiamo, generalmente Charbonnel. In alcuni casi abbiamo anche utilizzato gli inchiostri americani della Daniel Smith, trovandoli degli ottimi inchiostri. I fondini li realizziamo sia con carte giapponesi, sia come fondini di inchiostro a rullo.

Progetti futuri?
V.: A luglio andremo a Dresda dove torno per la terza volta per insegnare alla Dresden Sommerakademie. Una città bella e un ambiente artistico molto stimolante. Erico mi accompagnerà e potrà lavorare anche lei nel laboratorio come artista indipendente. Poi si vedrà.


Erico Kito
Nata a Osaka in Giappone nel 1965. Nel 1988 consegue la laurea in pittura giapponese presso Kyoto Seika University. Si trasferisce in Italia nel 1995. Due anni più tardi si diploma alla Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d'arte "Il Bisonte" dove ha frequentato i corsi annuali 1995-96, 1996-97. Ha partecipato a numerose rassegne di grafica a: Città di Brescia, Mirano(VE), Genova, Firenze, Bellingham, WA (USA), Acqui Terme (AL), Alija (Portogallo), Cavaion Veronese(VR), Bagnacavallo (RA), Troina(EN), La spezia, Santa Croce sull'Arno (PI).
Nel 2004 vincitrice del primo premio al V Premio Internazionale "Fabio Bertoni" per incisione, Fermignano (PS).


Vincenzo Burlizzi
Nato a Melissano (LE) nel 1967, dopo aver frequentato per alcuni anni la Facoltà di Architettura presso l'Università di Firenze, nel 1995 si iscrive alla Scuola internazionale di specializzazione per la grafica d'arte "il Bisonte" di Firenze, dove studia per quattro anni. Resta al Bisonte come assistente di laboratorio fino al 2001. Dal 1996 al 1998 é assistente di laboratorio al Corso estivo di incisione a colori del prof. S. Kraczyna a Barga (LU), e nell'anno accademico 1998-99 al Corso di incisione dell'Università dell'Età Libera del Comune di Firenze.
Dal 2002 insegna tecniche incisorie presso Il Bisonte di Firenze. Sempre nel 2002 e nel 2004 ha tenuto il Corso di Incisione della 5^ e della 7^ "Internationale Dresdner Sommerakademie" di Dresda (Germania).


 
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