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25.07.2007 Nedda Bonini. Ritratti Redazione
 

Venerdì 6 luglio 2007 alle ore 18, presso la ST.ART.47 a Ferrara, si è aperto il sesto evento del programma espositivo "Vetrophanie-Manifestazioni d'artista" con l'artista Nedda Bonini, presidente dell'associazione stessa.
In questa esposizione l'artista ha presentato opere concepite nella concentrazione degli ultimi giorni precedenti all'evento, sull'onda dell'entusiasmo per essere stata scelta da Chiara Giorgetti direttrice di Printshow, tra gli artisti che presenterà nella conferenza alla Künstlerhaus di Vienna nel prossimo mese di settembre in occasione di Print. Internationale Grafik Triennale. Krakau - Oldenburg - Wien 2007.
I soggetti - ritratti di alcune persone che hanno segnato il percorso professionale e intimo nella vita dell'artista - sono realizzati con una tecnica assolutamente personale. Le opere grafiche vengono poi offerte in dono ai protagonisti, come gesto di riconoscenza e testimonianza.

L'idea originaria risale al 2003 in occasione di una mostra proposta da Maurizio Bonora presso Zuni Arte Contemporanea (Ferrara) sul tema dell'autoritratto, che ha visto tra l'altro la pubblicazione dell'ultimo numero della rivista Numerozero.

Questo, in sintesi, il pensiero dell'autrice:
Nel 2003 iniziai a lavorare con i tessuti e le pelli, per la mia continua smania di cercare nuovi stimoli anche attraverso nuovi materiali, e poi perché desideravo dare forma e vita ad una riserva di ritagli rimasti dentro numerosi scatoloni, risalenti al periodo in cui facevo costumi teatrali, campioni d'abbigliamento e accessori in pelle a collages. Cominciai così a cucire immagini fotografiche e stampe su acetato, dentro forme irregolari che ricordano "i fossili" dei miei libri d'artista, errando nel mio passato…
Fui poi invitata a partecipare ad una mostra sull'autoritratto… e in quell'occasione ricordai che nel 1974 avevo disegnato il mio volto su un foglio di carta da lucido e poi cucito con la Necchi su un altro lucido su cui avevo praticato delle bruciature. Era l'unico mio autoritratto (che non ho più) precedente a quello attuale.
Non ho mai lavorato con convinzione sul tema del ritratto, in quanto ogni metodo di lavoro mi è sempre apparso troppo statico per rappresentare l'imprevedibilità del volto sollecitato dalle emozioni… e non lavoro con il video (forse il mezzo più adatto per questo). Però amo sperimentare con la grafica e la stampa.
Così, ricordando quell'autoritratto degli anni '70, scelsi dai miei cassetti una foto e tratteggiando i segni più caratterizzanti ne ricavai un lucido. Iniziai a cucire i tratti con la vecchia Necchi su acetato, utilizzando diversi fili di cotone più o meno spessi. Mentre cucivo non avevo ancora un'idea precisa di dove sarei "andata a parare", però mi piaceva come, mano a mano, attraverso il filo si definisse sempre più il volto, aumentando al tempo stesso il processo di astrazione. Sulle prime tagliai i fili in eccesso sul retro del foglio, come si fa nei vestiti, ma smisi subito perché, in realtà, quei fili in movimento davano maggiore dinamicità all'immagine. Al termine del lavoro realizzai che quell'acetato poteva diventare la matrice per un numero indefinito di stampe, diverse l'una dall'altra… così ne feci un'eliografia.
Per questa mostra ho lavorato sul ritratto con la tecnica descritta, a partire da tre immagini fotografiche di Chiara Giorgetti. I soggetti scelti sono persone care a me vicine, che nel tempo e in vario modo mi hanno sempre sostenuto, dato fiducia e stimolato il mio lavoro: i miei genitori, il mio compagno, l'editrice Silvia Casotti, lo scrittore Dario Mazzoni, l'artista Loretta Cappanera…
In questo periodo ho riscontrato non poche difficoltà nel trovare una macchina eliocopiatrice, essendo l'eliografia un processo di stampa che, con l'avvento dei nuovi mezzi (metodo di stampa da file e non da lucido, ecc), sta lentamente andando in disuso, per cui la maggior parte dei fornitori ha smantellato le proprie attrezzature. La difficoltà maggiore oggi è reperire i materiali. Fino a qualche anno fa c'era un vasto assortimento nella produzione della carta, dal punto di vista del colore, della grammatura e della superficie.
Per questa mostra sono riuscita a recuperare esclusivamente carta da 80 gr/mq con tonalità nero/blu e una rimanenza di magazzino di radex in tono seppia.
La regolazione dell'intensità della luce, il numero e il trattamento degli acetati sovrapposti nelle matrici, l'imprevedibile movimento dei fili sollecitati dalla ventola durante il passaggio a stampa con il procedimento eliografico, determinano variazioni cromatiche, nonché infinite qualità e disposizione dei segni; inoltre, essendo una stampa realizzata su supporto pre-trattato chimicamente, è particolarmente sensibile alla luce e subisce mutamenti nel tempo… Sono questi aspetti significativi per il mio lavoro, da sempre orientato ad interagire e relazionarsi con l'esterno, quindi oltre che per i risultati dal punto di vista estetico, la scelta di questo procedimento è determinante in quanto "mezzo" di trasmissione dei concetti, consentendomi di creare sempre "copie uniche"!


Le esibizioni di VETROPHANIE, al di fuori dell'orario di apertura, sono sempre totalmente visibili dalle due vetrine della sede dell'associazione (da cui il titolo) e dunque non viene richiesto alcun impegno d'entrata. Ci si può fermare davanti alle vetrine e da lì osservare tutto ciò che ci sarà da osservare. Se poi si sente l'esigenza di approfondire nulla vieta di entrare nella sede dell'associazione e lì chiedere chiarimenti di qualsiasi tipo.
E' un tentativo di rendere l'arte più fruibile, accorciando le distanze che troppo spesso separano l'artista dal resto delle persone. Un'arte in vetrina che non vuole prescindere da quegli aspetti commerciali con cui tutti gli artisti, ogni giorno, devono comunque misurarsi.
Vetrina in sostituzione della galleria. Vetrina da inserire nel percorso quotidiano del cittadino.

Il progetto generale e l'immagine grafica di VETROPHANIE sono di Nedda Bonini in collaborazione con Silvia Casotti direttrice della casa editrice Nuovecarte e vicepresidente dell'associazione, i testi a cura di Dario Mazzoni, collabora agli eventi Giulia Bonora.


Associazione Culturale ST.ART.47 Studio e luogo di incontro delle arti
Via Cittadella 45/47, 44100 Ferrara
Orario di apertura; 16,30/19,30 (escluso giovedì e festivi)
st.art.47@freeinternet.it - nedda.bonini@libero.it
oppure su appuntamento: Nedda Bonini 0532 767537 - 338 9161984, fax 0532 791203


Recensione di Gianni Cerioli sul Resto del Carlino Ferrara, 8 luglio 2007
Una bella mostra chiude la prima parte dei tredici allestimenti che l'associazione ha realizzato in questa stagione nelle vetrine della sede di via Cittadella. Nedda Bonini è la vera anima e guida di questo originale ed interessante laboratorio delle arti che riesce a promuovere realmente nel contesto culturale cittadino incontri e scambi tra gli artisti. Nedda è una delle nostre migliori artiste nel campo della stampa d'arte contemporanea e delle metodologie non tossiche. Dedica al tema del ritratto il percorso espositivo che si snoda nelle due vetrine. Sono ritratti di famiglia e di alcuni degli amici più stretti. La cosa interessante di Vetrophanie è proprio quella di essere una galleria disponibile alla visione ventiquattro ore al giorno. Certo che entrare è ben diversa cosa. Si può toccare con mano il farsi dell'arte, percepire la sapienza delle tecniche, cogliere la professionalità grandissima con cui queste sono riportate a un contesto creativo. Il lavoro di Nedda Bonini non è mai scontato, sollecita anzi il visitatore ad entrare nel gioco che l'artista propone. Sono azioni in cui l'intelligenza e la capacità di creazione trovano equlibri formali e concettuali di notevole valenza. C'è sempre nel suo lavoro una ricchezza di stimolazioni, anche a partire da materiali meno artistici in senso tradizionale, che meraviglia. Tra materia e memoria Nedda svolge il suo filo, sgrana attenta le sue possibilità, elabora bellissime combinazioni. La casualità non manca di certo, essa è piuttosto ricercata e giocata liberamente nei processi di riproduzione delle opere così da creare un valore aggiunto irrinunciabile. L'uso degli acetati, le riproduzioni in eliografia, la permanenza dell'azione del cucito aprono infiniti mondi. In ogni modo la casualità diventa una dichiarazione di poetica della tensione dell'artista nel portare allo scoperto le sue pulsioni creative.
gianni.cerioli@llibero.it


NEDDA BONINI
Nata a Bondeno (FE) il 22/12/1960. Diplomata in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, fin dagli inizi della sua attività artistica alterna la propria creatività nei campi della pittura, della grafica pubblicitaria, dell'incisione e collabora saltuariamente alla realizzazione di decorazioni d'ambiente, scenografie e costumi di spettacoli teatrali.
Viene scelta dalle commissioni nazionali del Circuito GAI a partecipare a numerose esposizioni di rilievo, in particolare come rappresentante italiana per la grafica alla mostra "Young Italian Artists", che si è svolta a Kuala Lumpur, Singapore, Bangkok, curata dall'Istituto Italiano di Cultura.
Alcuni suoi progetti di grafica pubblicitaria sono stati pubblicati in volumi dalle case editrici specializzate P.I.E. Books (Giappone) e Interecho Press (Belgio). Nel 1985 ha aperto lo studio Arte e comunicazione a Ferrara, occupandosi in particolare dell'immagine di iniziative culturali promosse da enti pubblici. Nel 1995, insieme a Silvia Casotti, decide di trasformare lo studio in agenzia di pubblicità e casa editrice con il nome Comunicarte prima e Nuovecarte poi, dove Bonini si occupa della direzione artistica.
Dal 1995 è docente di Tecniche dell'Incisione all' Accademia di Belle Arti, prima a Catania, poi a Macerata ed attualmente a Venezia, dove dal 2004 tiene anche i corsi di Grafica editoriale, fonda nel novembre del 2005 l'associazione culturale ST.ART.47.
Dal 1996 collabora alle attività del Laboratorio M. Leoni - D. Whitman di Bologna.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è orientata maggiormente alla sperimentazione della multimedialità dell'incisione proponendola sotto forme installative, dando la priorità ai valori contenutistici, concettuali e comunicativi, fondendo le varie discipline artistiche, senza preclusioni dal punto di vista tecnico.
Ha partecipato a rassegne internazionali di libri d'artista e in diverse edizioni: "Libri mai mai visti" organizzate dall'Ass. Cult. V.A.C.A. di Russi (RA); "La bibliothèque imaginaire de Rabelais" a La Derviniere, Chinon (Francia); "Passaparola", Alfabeti", "Errare", "Fuori luogo", "Isole", Ass. Cult. La Tana, Spazio dal 1999, Roma; "4° Biennale Libro d'Artista Città di Cassino", Biblioteca Comunale P. Malatesta, Cassino. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche internazionali. Ha avuto segnalazioni e riconoscimenti ai concorsi: "Premio di incisione Giorgio Morandi" di Bologna nel 1985; alla 1° "Biennale nazionale dell'incisione" di Acqui Terme-Ovada (AL); a "Perinciso" di Cavezzo (MO) nel 1993; al "Premio nazionale Fabio Bertoni" di Fermignano (PU) nel 1994; "Seconda Triennale di grafica città di Brescia", Palazzo Bonoris nel 2001. Ha esposto inoltre a Venezia, Foggia, Bagheria, Mosca, Torino, Bristol, Lincoln, Belfast, Milano, Harelbeke.
Mostre personali: Palazzo Ducale di Mantova nel 1992; Sala Comunale di S. Pietro in Casale (BO) nel 1997; Fabio Paris Art Gallery di Brescia e alla Rocca di Stellata di Bondeno (FE) nel 2000; Teatro di Casalecchio di Reno (BO) nel 2001; Casa di Ludovico Ariosto a Ferrara nel 2003; Galleria Palestro Arte a Ferrara nel 2006.

 
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