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11.05.2006 L'opera incisa e serigrafica di Enzo Maiolino Walter Vitt
 

Enzo Maiolino dipinti e incisioni è l'evento che si inaugura sabato 13 maggio alle ore 17.30 a Bogliasco, Genova.

Era muro, forse non era muro, non è muro
E' spazio che si frammenta in altro spazio, segno che costruisce
Bianco, meno bianco, grigio, più grigio, nero.

(Antonio Calderara, 1972)



Brani tratti da Walter Vitt "L'opera incisa e serigrafica di Enzo Maiolino" in Walter Vitt
ENZO MAIOLINO 1950-2000 Das druckgrafische Werk
Steinmeier Verlag , Nördlingen 2000

L'arte incisoria di Enzo Maiolino, che si pone per valore sullo stesso piano della sua opera pittorica, nasce nel 1950… Dei circa 320 fogli grafici realizzati nel 75% esistono 4, 5, 6, o al massimo 10 prove d'artista: prove stampate a mano prodotte in atelier da Maiolino con il torchio calcografico di sua proprietà… Sebbene gli inizi siano dedicati alle linoleumgrafie, sono però le acqueforti, perlopiù su lastra di zinco a rappresentare l'aspetto principale dell'opera incisa di Maiolino... Nella sua dichiarazione sugli inizi da incisore, illustra come la scoperta dell'arte incisoria in linoleum di Mino Maccari lo abbia portato a dedicarsi a questo procedimento artistico di stampa e come si sia manifestato in lui il piacere delle acqueforti attraverso le incisioni di Morandi… Maiolino sottolinea che la tecnica della linoleumgrafia e dell'acquaforte lo affascina anche per il puro lavoro artigianale, visto che l'intero procedimento poggia sulle proprie mani cosa che invece non è possibile per quanto riguarda la serigrafia, per cui opere di buona qualità sono realizzabili soltanto in collaborazione con un esperto stampatore serigrafico… soltanto a metà degli anni novanta, quindi nell'ambito della sua opera tarda, l'artista realizzerà le prime serigrafie in collaborazione con le Edizioni Hoffmann di Friedberg, si tratta di otto fogli di grande formato riuniti nella cartella "Trasparenza" del 1996… Gli inizi artistici di Maiolino traggono ispirazione da motivi e aspetti della realtà. Nella sua arte incisoria nascono ritratti e nature morte, paesaggi ed architetture. La sua propensione ad una forte riduzione delle strutture dell'opera si evidenzia presto… sotto l'influsso del suo maestro Giuseppe Balbo riflette più sul quadro che sull'intento compositivo. La realtà non si mostra più immediata, ma sottomessa a principi di ordine pittorico… il processo compositivo avutosi intorno al 1965 si mostra piuttosto nelle linoleumgrafie che nelle acqueforti. Nella "Composizione verticale"del 1965 viene praticamente raggiunta una posizione completamente astratta… Tra il 1965 e il 1970 si compie quello sviluppo totalmente decisivo che porterà l'artista ad una dimensione pittorica di tipo costruttivistico… Il 1975 è l'anno in cui le forme geometriche elementari si impongono definitivamente come elemento strutturale dell'opera dell'artista. Con la scoperta del Tangram (1976) e dei Pentamini (1982) inizia il cammino consapevole ed autonomo di Maiolino nella storia dell'arte concreta. Con l'uso del Tangram, Pentamini e successivamente anche degli Esamini, Maiolino spera l'arbitrarietà di una composizione orientata al sentimento e si libera contemporaneamente da tutti quegli elementi precedentemente nati dalla semplificazione formale dei suoi quadri-facciate…Con l'utilizzo delle forme Tangram i mondi pittorici di Maiolino risentono, tra l'altro, di una poliedrica entrata in scena di strutture diagonali… L'ipotesi che le sette forme Tangram o i cinque quadrati uniformi del sistema dei Pentamini possano costituire una predeterminazione strutturale troppo limitante, viene smentita da Maiolino tramite la realtà degli immaginari pittorici da lui creati a partire dal 1976. Nel momento in cui sovrappone le forme riesce a metamorfizzarle e a rendere sempre più enigmatica la loro provenienza. Nella dissolvenza delle parti formali raggiunge nello stesso tempo quella trasparenza che è divenuta segno distintivo della sua estetica e lo ha reso il "pittore della trasparenza".



Enzo Maiolino nasce a Santa Domenica Talao (Cs) il 27 ottobre 1926, si trasferisce in Liguria nel 1937 e dal 1945 a Bordighera, ove vive e lavora. La sua formazione, sia per le tecniche grafiche sia per le fonti, è da autodidatta con riferimenti a Cezanne, Mondrian, Morandi, al Cubismo ed al Costruttivismo, nella scia rigorosa del Bauhaus, mediato dai valori luminosi di Antonio Calderara. Ha iniziato a dipingere nel 1945, dal 1946 al 1951 frequenta lo studio di Giuseppe Balbo, nel 1950 incide i primi linoleum e nel 1956 le prime acqueforti.
Nel 1972 Vanni Scheiwiller pubblica "La casa nera ovvero Piccolo elogio del rigore geometrico" cartellina di si acqueforti con testi di Calderara, Lhote, Magnelli e Read.
Renzo Guasco segnala la sua opera grafica nel 1973 nel Catalogo Bolaffi della Grafica e nel 1978 presenta i suoi primi olii astratti, a datare dal 1975, alla XXIX mostra d'arte contemporanea di Torre Pellice. "Concepisco la pittura come ricerca d' armonia, di ordine, di equilibrio come risposta a una insopprimibile necessità espressiva", "l'attività incisoria non è subordinata alla pittura: procede parallelamente. Nella realizzazione di un'acquaforte, eseguo personalmente tutte le varie operazioni (quale fascino nella componente artigianale!): dalla pulizia - preparazione delle lastre (zinco) sino alla tiratura "a braccio", con il mio piccolo torchio, di poche prove d'autore".
Il Tangram è caratteristica base di molti suoi lavori, cinque triangoli, un parallelogrammo, un quadrato sono sovrapposti e ricomposti; "i colori non corrispondono alle forme geometriche originarie sono differenziati dalle sovrapposizioni".
Tra le numerose esposizioni ove è presente con le sue opere citiamo Mulhouse nel 1975 "La gravure en Italie de 1945 à 1975", Lodz dal 1987 "Biennale Piccole Forme grafiche", New York nel 1992 "The artist and the book in Twentieth Century Italy" tenutasi al Museum of Modern Art, Milano nel 1995 "Enzo Maiolino Acqueforti 1975-1994", Palazzo Sormani e le mostre annuali dell'Associazione Incisori Liguri.
Noti studiosi italiani si sono occupati dell'opera di Enzo Maiolino, Mirella Bandini,Germano Beringheli, Luigi Carluccio, Angelo Dragone, Paolo Fossati, Albino Galvano, Renzo Guasco, Leo Lecci, Elena Pontiggia, Paola Valenti "ma è stato un critico tedesco Walter Vitt che più di ogni altro ne ha sondato le intrinseche dinamiche dedicandovi un impegno costante negli anni…attraverso una serie di esposizioni ed i due fondamentali cataloghi uno del 1996 dedicato all'opera pittorica e l'altro del 2000 a quella grafica(Leo Lecci)".
Nel 1996 inizia, infatti, la collaborazione con il critico tedesco Walter Vitt che realizzata la cartella di serigrafie "Trasparenza" organizza ed allestisce la mostra itinerante (1996-1997) "Enzo Maiolino" presso il Museum für Konkrete Kunst (Ingolstadt), la Galerie Hoffman (Friedberg), Gesellschaft für Kunst und Gestaltung (Bonn) e il Josef Albers Museum Quadrat (Bottrop) con contemporaneo omaggio, alla sua sola opera grafica, a Colonia presso l'Istituto Italiano di Cultura.
Le recenti mostre presso Gesellschaft für Kunst und gestaltung (Bonn 2000), Westfalisches Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschischte ( Munster 2001), Josef Albers und Enzo Maiolino. Positionen konkreter Druckgraphik, e Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, "Partiture di luce e d'ombra" (Genova 2001) furono documentate ed accompagnate dal catalogo "Enzo Maiolino 1950-2000.Das druckgrafische Werk "curato da Walter Vitt.
Numerose le successive presenze internazionali tra esse ricordiamo "Enzo Maiolino das druckgraphische Werk "del 2003 presso Städtischen Galerie Villa Zanders di Bergisch Gladbach e "Enzo Maiolino Bilder und Druckgrafik (1999-2005)" del 2005 presso l'Istituto italiano di Cultura di Colonia.
"L'attività artistica e didattica si intrecciano con quella di studioso:tra le sue indagini più importanti si ricorda il volume "Modigliani vivo" dato alle stampe nel 1981 dall'editore torinese Fogola a Torino. Testimonianze inedite e rare risultato di appassionate e lunghe ricerche"(Leo Lecci). La Fondazione Mario Novaro di Genova nel 2001 gli assegna il "Premio Mario Novaro per la cultura ligure" e gli dedica il numero della rivista" La Riviera Ligure" curato da Leo Lecci.


La mostra patrocinata dal Comune e dalla Pro loco di Bogliasco e dall'Associazione Incisori Liguri si terrà sino al 18 giugno, orari da mercoledì a domenica dalle ore 16.00 alle 18,45

Ulisse incontrare l'arte
via Mazzini 67. Bogliasco
www.ulisseincontrarelarte.com

 
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