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10.09.2007 Grafica d'arte e ShortVideo Convention Alberto Balletti
 

Presso il Palazzo della Fondazione Cominelli a Cisano di San Felice (Brescia) è visitabile fino al 16 settembre 2007 la mostra a cura di Alberto Balletti De Portesio 2007 CORPO/REO. La mostra si avvale del contributo di un comintato scientifico presieduto tra gli altri da Alberto Balletti, docente di Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Foggia, Dario Apollonio docente a L.UN.A di Bologna e all'Unitel di Milano, Cinzia Bigliosi docente di storia della critica allo IUAV di Venezia, Marina Guarneri e Ludovica Danieli collaboratrici scientifiche alla Libera Università Anghiari, Arezzo. Inoltre Vladimiro Elvieri curatore della Biennale d'Incisione "l'Arte e il Torchio", Anne Guérin curatrice del catalogo generale delle opere di Roger Vieillard Giacomo Turolla storico dell'arte, Piero Cavellini Direttore dell'archivio Guglielmo Achille Cavellini e Bruno Muzzolini Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.

La relazione storica dei linguaggi artistici con le tecniche di riproduzione di multipli, dai caratteri mobili all'analogico, dalla banda magnetica al dvd, rientra nell'impulso espressivo che le tecnologie hanno sempre apportato alla semantica artistica, libera scelta degli strumenti che l'artista individua e fa suoi, nell'assolvimento di un opera che sente impellente. L'artista, spesso non dichiarandolo, affronta il doppio problema della tradizione e della contemporaneità. Sia quando si schiera per l'una come per l'altra.
Corpo/Reo - De Portesio 2007 propone, proprio nell'eterogeneità degli artisti invitati, una possibile apertura, un'indicazione di percorso: partendo dagli incisori che propugnano la tradizione delle tecniche delle stamperie, attraverso i fotografi e l'arte interattiva, fino al video digitale.
Nella prima parte della Mostra di Grafica d'Arte Contemporanea sono allestite le opere di artisti che credono nelle tecniche segniche della grafica d'arte, privilegiando il grande formato e il colore.
Nella seconda parte si confrontano opere di artisti più giovani aprendo ai liguaggi digitali. La terza e conclusiva sezione che si svolgerà nelle tre serate di proiezione della Shortvideo Convention curata dal Cineforum Cinit Feliciano è dedicata ai video prodotti da studenti delle accademie di Belle Arti e scuole di Cinema italiane. Le tre sezioni dell'Evento sono diaframmate da due omaggi: a Roger Vieillard, bulinista parigino che attraversa tutta l'esperienza incisoria francese del Novecento (Atelier 17) e a Guglielmo Achille Cavellini, eclettico bresciano trans-navigatore di linguaggi della seconda metà del secolo scorso.
Il titolo dell'iniziativa vuole essere un gioco di risonanze fra due possibili accentuazioni. CORPOREO, letto come una singola parola, riguarda uno dei temi che la modernità e la contemporaneità hanno assunto a simbolo della cultura dell'arte: il corpo umano e il perdurare del desiderio della "propriocezione", parallelamente all'evolversi della società industriale. L'arte è sempre puntuale osservatrice dei fenomeni vitali e gli artisti invitati si distinguono, oltre che per le abilità tecniche riconosciute, per la sensibilità e il rispetto della dimensione umana.
CORPO / REO, scandito nella duplice valenza delle due parole distinte, si riferisce alla ricerca storica che il Gruppo De Portesio ha messo in campo sul territorio lacustre: il termine "corpo" tipograficamente relativo alla dimensione dei caratteri nella stampa; il termine "reo" riferito all'infrazione della legge.

Il gruppo culturale De Portesio nasce spontaneamente nel dicembre 2003, a seguito di alcune ricerche sulla storia dell'incisione condotte da un gruppo di amici cultori di diverse discipline e residenti sul lago di Garda. L'interesse per la vita e le opere di Bartholomeo Zane nato a Portese, frazione di San Felice del Benaco (Brescia), noto stampatore della Repubblica Veneta, è il volano delle attività del gruppo. Dopo una intensa attività come incisore di caratteri mobili e stampatore di preziosissimi libri nella bottega veneziana, egli fu richiamato al suo paese natale e incaricato dalla Serenissima Repubblica di intagliare e stampare gli Statuti Civili e Criminali delle Quadre Benacensi. Sul lago si trovavano acqua in abbondanza, condizione ideale per la produzione della carta, elemento essenziale per l'arte della stampa, e una terra di confine e passaggio dal nord, che necessitava di norme adeguate.
Dal carattere mobile e dalla sua forte presa nella diffusione dei codici di convivenza, al video digitale che oggi impone i suoi dettami, a cui la video-arte risponde con il suo rigore.
Verrà inoltre dato pubblico rilievo al progetto della nascente "Raccolta di Grafica D'Arte Contemporanea De Portesio", in vista della collocazione pubblica permanente in cui far affluire le opere che ci sono state generosamente donate dagli artisti incisori regionali, italiani e internazionali, invitati alle esposizioni collettive annuali.


Di seguito pubblichiamo un estratto del testo di Alberto Balletti dal catalogo della mostra.


Scrivo da artista.
L'artista è un vuoto incolmabile, il calco di una persona qualsiasi, il rivestimento, l'impronta. La replica originale. La firma di un assegno in bianco, scoperto.
Come riporre in queste mie parole fiducia, se inizio smentendo?, A rebours! Bisogna essere disposti ad espirare senza inspirare. Il solo modo di credere ad un artista è amare il suo vuoto, la sua assenza. Egli non è, e fa di tutto per non essere nemmeno l'essere. Sparire per lasciare apparire. Moltiplicare per rendere unico l'esemplare. Utopia del singolo diffuso, autografo apocrifo. Oblio recitato a memoria. Operatore dell'inoperabile guasto del gusto. Non c'è dolo nella fabbrica degli specchi e, se il minotauro ucciderà se stesso, il suo suicidio non sarà imputabile al fabbricante di vetri riflettenti. Non è l'arte che muore, ma solo chi sfugge alla sua trappola. Strano tipo di trappola, una tagliola ospitale dove tutto è il doppio, l'altro da sè. E' l'artista che parla, svela, espone e accoglie, fuori da sè, ride della sua eccezione. Ma solo quando il suo lavoro è compiuto, affidato a tutti, egli ride. Solo allora. In questo mio scrivere, reo di incarnarmi dentro panni che non dovevano vestirmi, mi ritaglio una parte da critico e curatore che vìola le regole. E parlo da artista per mettere a fuoco un percorso utile a districarsi attorno al senso del fare arte, nell'ottica della decodificazione del suo prodotto "inutile". Dalla stravaganza di questa mia posizione offro un grimaldello possibile tra cultura e critica estetica.

De Portesio 2007 propone, proprio nella eterogeneità degli artisti invitati, una possibile apertura, una indicazione di percorso: quello degli incisori che propugnano la tradizione delle tecniche delle stamperie vicino a quello dei fotografi e, su questi passi, verso l'arte interattiva, e al video digitale. Ma ciò che appare forzato oggi, domani sarà libera scelta. Ora ritenere che non si possa trascindere dai mezzi di comunicazione massivi e digitalizzati, proteggendosi in un "a prescindere" che depenalizzi la scelta del mezzo usato per esprimersi, rimane certo libero arbitrio. La scelta del media tecnologico, anche quello tradizionale vale ancora, necessita dell'abilità dell'artista d'illuminarlo di nuovo, nella autocertificazione di responsabilità che questo implica. La dimensione etica dell'arte è imperitura. Senza qui elencare i loro nomi, abbiamo riprodotto nella prima parte di questo catalogo le opere di artisti che credono nelle tecniche segniche della grafica d'arte. Nella seconda parte le opere di artisti più giovani che si confrontano con i liguaggi digitali. Per concludere, la terza sezione, dedicata ai video digitali prodotti da studenti di Accademie di Belle Arti e Scuole di Cinema. Le tre sezioni del catalogo, sono diaframmate da due omaggi: a Roger Vieillard, bulinista che attraversa tutta l'esperienza incisoria francese (Atelier 17) e Guglielmo Achille Cavellini, eclettico trans-navigatore di linguaggi della seconda metà del secolo scorso.

La relazione moderna dei linguaggi artistici con le tecniche di riproduzione di esemplari multipli, dai caratteri mobili all'analogico, dalla banda magnetica al dvd, nell'impulso espressivo che le tecnologie hanno sempre apportato alla semantica artistica, rientra nella libera scelta degli strumenti che l'artista individua e fa suoi, nell'assolvimento di un opera che sente impellente, e che, nella realtà del quotidiano in unica copia, regala ai cittadini del mondo, senza la sicurezza di un uso pratico o immediato. L'artista, spesso non dichiarandolo per questioni di "immagine", affronta il doppio: della tradizione e della contemporaneità. ….
Rileggendo ciò che le innovazioni tecnologiche apportano costantemente al potenziale espressivo dell'essere umano, potremo trovare il grimaldello per inchiavare il doppio significare dell'opera. L'opera non chiede condivisione. Propone. Questo primo passo ci connette a un parallelo modo di intendere e contendere che sottostà ancora alle antiche leggi della logica, senza anacronisticamente rifiutare la dimensione overlapping (multistrato) del contemporaneo.
In questo secondo passaggio vorrei sbaragliare l'idea convenzionale ed esausta del concetto di copia. L'opera diversamente ci interroga e il mutiplo per antonomasia moltiplica non copia: è esemplare. Vale la pena di accettare le idee che tutte le opere d'arte avanzano, nella loro dichiarata originarietà oltre la riproducibilità tecnica. Fuori dai vincoli dei luoghi stereotipi ove recitiamo la nostra lasciata o perduta identicità ripiena di scarti.

La tradizione richiedeva una sequenza discorsiva basata sul ragionamento analitico, ma questa stessa sequenzialità viene minata dall'apparire dell'immagine in movimento, che, ricorrendo all'icona sintetica, esalta il momento emotivo immediato, nell'intuizione pura. Rischiando così di esporre ad uno straordinario effetto ipnotico l'utente-spettatore. I giovani artisti lavorano in laboratori dove l'arte è meticcia, perchè sanno che i frutti puri impazziscono. Possibilità multiple, ricche, anche contraddittorie, si offrono oggi al singolo al di sopra e al di là dei vincoli del principio di non contraddizione. E' caduta la cesura, tradizionale e invalicabile, tra realtà attuale e realtà virtuale: di questo possiamo solo prendere atto. E sarebbe ora di approfittare dei progetti artistici che lo rivelano in modo adamantino. Il pezzo d'arte scompone la certezza in microfibre da ricontrollare. Questo è il messaggio. E' necessario un moto oppositivo e di resistenza tale da rendere l'individuo, già multiplo di se stesso nella realtà virtuale, reincontrabile, ospitabile. Necessitiamo di un appuntamento reiterato perchè perdibile. In aggetto. Dove, dopo essere stato esposto al processo mediatico, il nostro veicolo irrorato e pulsante, il nostro corpo/reo, non definitivamente sgretolato, ma arricchito da uno specchio vergine, di nuovo, come Narciso, annegabile a sé, possa toccarsi. L'arte bifronte specchiandoci annega l'ombra di noi stessi.


Incidere oggi è ancora fare e non lo è per voluttà, non provoca emorragia, provoca e basta. Avoca alla mano la reale presa che non si vuole far sfuggire nell'effimero. Il metallo della matrice registra il soffio della sfinitezza, mentre il DVD non trascura le nostre perplessità. I supporti scelti dagli artisti registrano il silenzio. L'arte sopravvive eternamente a se stessa impennandosi nell'esemplare multiplo. Contraddicendosi.


Per ulteriori informazioni: www.deportesio.com

 
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