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08.09.2006
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Blackholes |
Arrigo Mamone
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I BUCHI NERI
SONO OGGETTI CELESTI
NON ACCESSIBILI
AI SENSI DEI VIVENTI
MA SOLAMENTE
A SENSORI STRUMENTALI
LA RADIAZIONE LUMINOSA
CHE LAMBISCE
L'ORIZZONTE DEGLI EVENTI
VIENE INGHIOTTITA
E L'ASSENZA DI LUCE
RIMANE L'UNICA
RAFFIGURAZIONE POSSIBILE
UGUALMENTE ELUSIVE SONO
LE LIEVI ED OSCILLANTI
STRINGHE
O LA GRAVE MA IMPALPABILE
MATERIA OSCURA
OGNI COSA AFFOGATA
IN UNA TENUE E PERVASIVA
RADIAZIONE DI FONDO
ECO DEL GRANDE BANG
NATALE COSMICO
ORDINATA MA INCOMPIUTA
TEORIA DEL PROBABILE
A.M.MMVI
A completamento della cartella BLACKHOLES, ho pensato di integrare le immagini di cui è composta con un piccolo testo che agevolasse in qualche misura una lettura non puramente estetica e singolare delle fotografie. Esse sono legate, nel titolo, da questi misteri celesti talmente densi da ingoiare anche ciò che siamo abituati a considerare immateriale come la luce.
Poi il testo stesso che introduce le immagini, distillato e ristretto a qualche decina di vocaboli, è diventato parte integrante del lavoro e come tale anch'esso criptico. Riconosco infatti di esercitare spesso ed inconsciamente la malvagità di adescare l'osservatore verso un'attenzione di secondo livello.
Orizzonte degli eventi, materia oscura, radiazione di fondo, stringa, … sono sintesi splendidamente evocative ma ovattate da un'oscurità che impedisce alla mente ed al suo occhio di elaborarle; piccole espressioni di cui - almeno in parte - tutti possediamo un vago significato pur riferendosi a complessi fenomeni cosmologici. Quelle settanta parole vorrebbero echeggiare una titolazione a cui le singole immagini alludono: avvenimenti o presenze di cui non possediamo esperienza, di incerta materialità ed in continua evoluzione teorica, tali da rendere fantastico instabile ed affannoso qualunque tentativo di rappresentazione.
Io ho cercato di visualizzare questi vaghi significati (non le realtà, ma solo i significati) usando un'intuizione iniziale a lungo bollita, un discreto armamentario di errori fotografici (sfocature sghembe, infiniti fittizi, controluce e flares), il tutto condito con una tecnica di stampa come quella fotocalcografica che polverizza i dettagli pungenti e moltiplica le densità delle ombre.
L'insieme ambiva a distorcere la percezione puramente visiva e lasciare (o pretendere) che l'osservatore compensasse individualmente ciò che all'occhio viene negato attraverso un misto di conoscenza e di invenzione.
Arrigo Mamone - VIII'06
Per contattare l'autore e per vedere la cartella completa: www.heliogravures.it
Arrigo Mamone su Printshow
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